Ci sono band che crescono senza avere fretta, nel buio della sala-prove in città-organismi come Torino, dove il tempo diventa ossigeno da inspirare ed espirare. Partono da lontano, approcciano generi, li maneggiano e li attraversano per trovare una propria strada in quel mare magnum che è l’indie rock. Contemporaneamente si costituiscono in un collettivo con altri musicisti (Dotto), sostenendo le produzioni di altre band e ospitando concerti di musicisti italiani e stranieri.
I New Adventures in Lo-Fi – progetto nato dall’urgenza espressiva del cantautore e chitarrista Enrico Viarengo con la manciata di canzoni elettroacustiche lo-fi di “Sleeveless Days Of June” (2011) – ne hanno fatta di strada, diventando un trio coeso e dalle molteplice anime, con Michele Sarda al basso e alla seconda voce (Smile, Neverwhere, Sworn, American Splendor) e Ettore Dara alla batteria.
Negli anni hanno fatto le prove generali di ottimi singoli, come “Daffodils” e “Klondike” da “So Far” (2015), o “Breakdown” da “Indigo” (2018), affinando il songwriting, cesellando gli arrangiamenti e migliorando la qualità sonora delle loro produzioni – grazie anche alla collaborazione con Michele Zamboni (Debris Hill) – fino ad approdare al recente Ep “Godspeed”, che arriva a distanza di tre anni da un album (fin troppo) emo.
Le cinque tracce dell’Ep, tutti potenziali singoli, ci parlano di una band matura e consapevole dei propri mezzi, attenta al proprio tempo senza essere vittima di mode o fascinazioni. I tre svelano le loro fragilità mettendo tutti mano ai brani di una scaletta che risulta comunque coerente, come scrittura e suono, raccontandoci con toni agrodolci di assenze e spettri, ma senza nostalgia. Una band capace di scrivere canzoni che non sfigurerebbero in una college radio americana, sulle tracce del cantautorato indie di Ben Gibbard e dei Death Cab For Cutie. Ascoltate e vedete il video di “Lovely Bones” per crederci.
A completare il tutto un artwork curato per l’uscita in vinile, realizzato dall’illustratrice Silvia Gariglio e da Andrea Sassano (Farmer Sea, Low Standards High Fives). Fiori che germogliano nella multiforme e feconda scena musicale torinese, pronti a posizionarsi nelle radio e sui palchi stranieri.
I can hear you
“Does this circle never end?”
You found some bonds
And some reasons, all the wrong ones
Skip the background noise
And the doubts, they never were
I kept them all
Like a disturbance, but they’re gone now
No more trouble
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02/07/2021
This article is an English translation of the original Italian text by Maria Teresa Soldani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.