Massimo Pericolo arriva alla prova del secondo album due anni dopo aver suscitato una trasversale attenzione grazie all’esordio, il valido (ma assai breve) “Scialla Semper” (2019). Quell’album è stato poi portato in celebrazione con un breve tour nazionale insieme a Nic Sarno e Crookers che ha chiuso in bellezza il 2019. Dopo aver collaborato nel “Machete Mixtape 4” (2019) e con Mahmood in “Moonlight popolare” (2020), oltre che con i già citati Crookers, ha pubblicato il singolo “Bugie” lo scorso 19 febbraio, confermando una continuità narrativa con l’esordio, come a voler evidenziare che la sua poetica non è cambiata, e rimane tormentata e sincera in un modo assolutamente disarmante.
La scaletta completa, di ben 15 brani, rivela una minore aggressività, grazie a produzioni più eleganti ma anche a un flow spesso narcotizzato, adagiato sul ritmo con quel pizzico di spavalderia di chi ha acquisito maggiore sicurezza dei propri mezzi da rapper. In questo senso, “Casa nuova” (feat. Venerus) è un manifesto di questo avvenuto cambiamento.
C’è spazio anche per un electro-rap da Dani Faiv come “Sai solo scopare!”, resa più scorretta dal testo al solito senza filtri, e soprattutto per un pezzo d’amore disperato a due voci con Madame, il viaggio alla fine della notte dell’emo-rap di “Airforce”.
È ormai così sicuro di sé che può trasformare la trap-pop di Sfera Ebbasta in un’allucinazione elettronica con stillicidio di synth e mutare una nuova narrazione stradaiola quale “Fumo” in un rap ansiogeno in mezzo a stralci rave: si arriva alla fine del racconto col cuore in gola, a conferma dell’abilitá di tratteggiare con poche rime storie emotivamente coinvolgenti, che superino di slancio l’ennesimo ego-trip fatto di sole punchline.
C’è qualcosa che comunque richiama l’urgenza di un tempo, in primis “Cazzo culo” (feat. Salmo), un pezzo fra i più viscerali Fsk Satellite e il più ossessivo e grottesco Fabri Fibra, ma anche la boriosa “Bang bang”. In chiusura, però, prevale solo una terribile nostalgia, prima con “Brebbia 2012” e poi con “Stupido”, come a voler rappresentare yin e yang dell’estetica di Massimo Pericolo.
Notevole il contributo della produzione di Crookers, affiancato da Nic Sarno e Goedi, che riesce a conferire al tutto un sound eterogeneo e creativo, decisamente lontano dalle omologazioni di buona parte della scena contemporanea. Nel complesso, è quel di più che rende “Solo tutto” un lavoro più completo rispetto all’esordio, quasi il compimento di quelle intuizioni, anche senza poterne replicare appieno la forza dirompente e l’effetto sorpresa.
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21/04/2021
This article is an English translation of the original Italian text by Antonio Silvestri, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.