LA FEMME - Paradigmes

2021 (Disque pointu)
psych-rock, synth-pop

Confesso di essere un po’ (tanto) di parte quando si tratta dei La Femme. L’esordio “Psycho Tropical Berlin” (2013) mi aveva letteralmente travolto, e un entusiasmo simile mi aveva contagiato tre anni più tardi con “Mystère”. Per questo, credo, ho atteso con un misto di entusiasmo e di preoccupazione il terzo – sospiratissimo – capitolo della band di Marlon Magnée e Sacha Got: sarebbero stati in grado, i Nostri, di tenere testa a due dischi come i precedenti – soprattutto l’esordio? Avrebbero proseguito sulla stessa strada o, forti di un appeal ormai effettivamente internazionale, avrebbero cambiato pelle?

A cinque anni dall’ultimo Lp, la risposta ai quesiti appare abbastanza chiara. “Paradigmes” è un degnissimo terzo atto, sebbene forse non all’altezza dei predecessori, e lo stile della formazione che da Biarritz è partita in direzione di Parigi per cercare e ottenere un più che meritato successo è rimasto pressoché intatto. Soprattutto, è rimasto quello spirito profondamente francese che va a mescolarsi con una sanissima follia a livello di spirito e di scelte stilistiche che ormai rappresentano un marchio di fabbrica, al pari delle sfuggenti figure femminili che caratterizzano le copertine degli album (ma pure il moniker) dei francesi.

I La Femme sono in effetti il prototipo di band che o si ama o si detesta senza possibilità di sfumature intermedie, ma che in ogni caso è più facile amare, soprattutto se non si è indifferenti al tocco francese opportunamente aggiornato ai giorni nostri e iniettato di quella visione surrealista, a mezza strada tra chanson, synth-pop e psych-rock che avevamo già scomodato in passato per descrivere il sound del progetto transalpino, a tratti degnissimo erede degli Stereolab di Laetita Sadier. Un sound che in “Paradigmes” si fa più sfuggente e sfaccettato, ma non per questo meno riconoscibile.

I legami con la tradizione riappaiono magicamente nella languida “Cool Colorado”, Gainsbourg-iana all’ennesima potenza e impreziosita da un ritornello perfettamente orchestrato e pronto per essere intonato da folle festanti non appena si potrà tornare a fare casino dentro a stadi e palazzetti. Festante è effettivamente un aggettivo che si sposa bene a buona parte di questo repertorio, più vivace rispetto alle ombre evidenziate un lustro fa dentro a “Mystère”. La migliore rappresentazione di tale spirito riecheggia in un numero che ai La Femme riesce sempre benissimo, ovvero nel boogie elettronico e al limite della tracotanza di “Foutre le bordel”, una sorta di alter ego della gloriosa cavalcata art-punk “Sur la planche 2013”.

Le radici transalpine si ritrovano nell’eleganza senza tempo di “Paradigme” e di “Le sang de mon prochain”, con la voce femminile che riecheggia in tono quasi sognante gli anni Sessanta di Françoise Hardy, o nelle varie “Nouvelle-Orléans” e “Va” che del resto sembrano uscire da un vecchio grammofono. Tutta roba da mettere – ipoteticamente – in sottofondo mentre si sorseggia un drink in qualche locale sofisticato della Costa Azzurra.

Meno autoctona e più bizzarra è la formula di “Lacher de chevaux”, una sorta di western Morricone-iano ma rivisto alla maniera dei Muse: un esperimento estemporaneo ma nemmeno così balzano rispetto agli standard dei La Femme. Piuttosto originale è anche lo spoken word di “Disconnexion”, benché adagiato su un altro pezzo forte dei francesi, l’impianto disco-music anni Ottanta con tanto di parentesi country e cori lirici in quello che è a mani basse il brano più kitsch del lotto. E a proposito di anni Ottanta, a qualcuno non sfuggirà il synth-pop purosangue di “Foreigner”, un esercizio di stile comunque divertente.

La vera pecca di “Paradigmes” è forse nella sua lunghezza, con pezzi come “Mon ami” e “Le jardin” – estemporaneamente cantata in spagnolo – che appaiono un tantino deboli rispetto al resto del repertorio. Che, diciamolo chiaramente, è comunque di buona fattura anche a questo giro.

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12/04/2021

This article is an English translation of the original Italian text by Fabio Guastalla, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Paradigme
  2. 2. Le sang de mon prochain
  3. 3. Cool Colorado
  4. 4. Foutre le bordel
  5. 5. Nouvelle-Orléans
  6. 6. Pasadena
  7. 7. Lacher de chevaux
  8. 8. Disconnexion
  9. 9. Foreigner
  10. 10. Force & respect
  11. 11. Divine créature
  12. 12. Mon ami
  13. 13. Le jardin
  14. 14. Va
  15. 15. Tu t'en lasses

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