Dopo aver raccolto in “Fever” (2019) tutti gli aspetti del tipico stile Balthazar, comprimendoli abilmente in un disco indie dal groove accattivante e ballabile, non c’era molto altro da rielaborare dal passato creativo della band belga: il limite era già stato raggiunto. Il nuovo album “Sand” porta fortunatamente rigenerata freschezza, con alcune piccole idee sparse qua e là che influenzano positivamente l’ascolto e finalmente permettono di gustare la musica della formazione capitanata da Devoldere e Deprez da una prospettiva diversa.
Il disco si presenta abbastanza solido e, seppur privo di brani in grado di spiccare, ha la qualità di donare inedite sfaccettature a un ascolto ripetuto. Una dimostrazione emblematica vive nelle audaci sonorità di “I Want You”: un ritmo caldo, sorretto da percussioni ipnotiche e lontani suoni di sintetizzatori the '80s affogati in raffinati ottoni nell’elegante affresco dipinto in “Halfway”, un sentito crescendo corredato da amabili intrecci vocali e nel minimalismo con cui le note di pianoforte aprono “Hourglass”, effettata con incisi elettronici mai troppo invasivi.
Il singolo “Losers” – nel testo una simpatica citazione a Paolo Conte – resta ancora legato agli antichi concetti stilistici del gruppo, ma lo fa in modo seducente e con proverbiale capacità glamour, grazie a un funk speziato da chitarre desertiche e alla voce di Devoldere, che da calda e distaccata si fonde nel celebre falsetto Balthazar.
“On A Roll” riecheggia barlumi di Alt-J, “You Won’t Come Around” è un sognante racconto guidato dalla drum machine, mentre “Hourglass” è ispirata fortemente dai suoni della disco anni 70.
Il tentativo che i Balthazar hanno apportato al loro approccio con l’obiettivo di ampliare il proprio bagaglio stilistico è sicuramente apprezzabile e per certi versi ben riuscito. L’eleganza che li ha sempre contraddistinti resta intatta e questo è certamente un pregio non trascurabile; resta viva la sensazione che a “Sand” manchino quei sussulti che avrebbero caratterizzato con maggior vivacità una proposta d’indie-pop ben finalizzata.
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03/03/2021
This article is an English translation of the original Italian text by Cristiano Orlando, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.