Un esordio fermentato nel tempo, quello del trio londinese: tre anni di sperimentazioni, progetti musicali legati a rappresentazioni teatrali e performance art, e infine tre Ep che hanno anticipato un’originale mistura di dream-pop e psych-folk. I Wovoka Gentle con “Start Clanging Cymbals” assemblano un mega-blob sonoro, un flusso impetuoso che trascina un ricco ed estroverso campionario di suggestioni e metodologie di scrittura. Tredici tracce che formano un collage dalle connotazioni amabilmente ambigue: le connotazioni elettroniche e psichedeliche sono in costante bilico tra passato e presente, senza mai scadere nel convenzionale.
Abili creatori di melodie folk-pop, i Wovoka Gentle affidano il fascino delle loro canzoni alla forza straniante del surrealismo lirico e sonoro, tra strappi melodici degni del miglior art-pop anni 80 modellati a suon di voci, synth e folk (“Small Victory”), brani infettati di psichedelia e prog (“Salient Point”) e scanzonati brani electro-pop mascherati da scampoli di noise (“1,000 Opera Singers Working In Starbucks”: pezzo incluso nella colonna sonora del gioco FIFA 19).
E’ un continuo alternarsi di stili e richiami, modellato con una pletora di strumenti, voci (due femminili e una maschile) e curiose manipolazioni in fase di produzione, spesso più psicotiche che psichedeliche. “Start Clanging Cymbals” è un autentico luna park: i tre musicisti offrono una personale visione del linguaggio pop/rock degli ultimi 60 anni, ed ecco citazioni dei Beatles che richiamano i Beach Boys, che a loro volta citano gli Abba (“Peculiar Form Of Sleep (Tiresias Theban)”), o sognanti fughe psichedeliche che rubano profondità al progressive e depredano l’imprevedibilità al Canterbury (“Gennesaret”).
I Wovoka Gentle non sono i primi, né saranno gli ultimi, a giocare con la frammentarietà della musica pop e rock. Sono solo un po’ più audaci, e spesso la memoria va ai primi Dirty Projectors, in particolar modo quando il trio accenna un pizzico di drum’n’bass disturbato da un sax e da graffi elettronici (“Punxsutawney Phil”). Al di là delle tante digressioni di stile, l’album cattura anche quello spirito art-rock che negli anni 80 Kate Bush e Cocteau Twins elevarono allo stato dell’arte. Con quest’attitudine i Wovoka Gentle si avventurano in oscure tribolazioni notturne in “Sin Is Crouching At Your Door (Sad Puppy !!!1!)”, disorientando ulteriormente l’ascoltatore con una ballata folk-blues nobilitata dal campionamento della voce di Mahalia Jackson (“Tell ‘Em Makoto!”).
Alfine il trio esce vincitore dal difficile duello tra ambizione e buoni propositi, lambendo vertici espressivi che nel campo del folk psichedelico erano stati appannaggio solo dell’Incredible String Band: si ascolti a tal proposito l’effimero e trasognato folk di “Oystercatcher”, intessuto con trame di fingerpicking, orchestrazioni alterate elettronicamente, modalità armoniche da colonna sonora e oniriche fughe a base di clarinetto e altri esotismi sonori.
Merita infine una citazione la presenza dei bambini del Kids Club Kampala Children’s Choir, un progetto musicale/didattico che si occupa di orfani e minori abbandonati, autentici protagonisti della deliziosa “Xerxes ’19”, ulteriore tassello di un disco stimolante e molto promettente.
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17/07/2019
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.