URALI - Ghostology

2019 (To lose la track / fatty livers)
drone, songwriter

A tre anni dall’uscita di “Persona” (To Lose La Track/Fallo Dischi, 2016) torna Urali, progetto solista di Ivan Tonelli. Se il disco precedente era caratterizzato dalla presenza esclusiva di stratificazioni di chitarre e voce, la prima novità di “Ghostology” è l’essere stato concepito e realizzato con un organico allargato ad altri strumenti, come il pianoforte e le percussioni. Insieme all’ensemble, Tonelli alterna l’uso della chitarra elettrica a quello della chitarra classica per costruire articolati arpeggi, drones e distorsioni rarefatte, elementi contraddistintivi del suo modo di suonare, integrati con estrema naturalezza e armonia.

Altra peculiarità dell’album è lo sviluppo del raffinato storytelling del cantautore riminese, che costruisce otto brani-racconti con cui delinea un concept distopico – con atmosfere e personaggi fantascientifici che prendono ispirazione da anime e manga anni 80, dalla scrittura di Alex Garland e dalla narrativa di H.P. Lovecraft – in cui la protagonista è una I.A. che si libera dal suo creatore. È la voce rotonda e leggera del cantautore, in quanto espressione del canto ma anche della narrazione, ad essere l’assoluta protagonista del disco (“And when I dream you keep me from breathing/ Is this a real thing? Did you create me to comprehend you or me?” – “A Ghost Anthology”).

Se come songwriting e stile chitarristico inizialmente Tonelli si avvicinava a Mark Kozelek/Sun Kil Moon o Mike Kinsella/Owen – e in questo caso anche a Jeremy Enigk (Sunny Day Real Estate, Fire Theft) – in generale si smarca dai riferimenti ampliando la palette timbrica e forgiando brani con passaggi o arrangiamenti inaspettati che diventano particolarmente preziosi nel caso di “Memorizu” e “Grave To The Stars”, quest’ultimo in duetto con Erica Terenzi dei Be Forest. Un brano come “One Day, A Thousand Autumn” è la perfetta sintesi di un percorso di ispirazione non solo indie-rock, folk e black metal, ma anche progressive.

“Ghostology” rappresenta la completa maturazione e sublimazione del progetto Urali nella forma in cui lo abbiamo conosciuto fino ad oggi – con stilemi personali di composizione e produzione – e segna la sua piena espressività come storyteller. I brani sono scritti e arrangiati accuratamente come se fossero delle architetture quanto più possibile prossime alla perfezione, risultando a volte fin troppo controllati nella sfera emozionale. È proprio questa emozionalità che sembra quasi “scalciare” nello splendido “Finale” dell’album. 

Arrivati a questo approdo, non ci si può non chiedere: quale strada prenderà Urali dopo “Ghostology”?

OndaRock Logo

Ride the wave of great music

Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.

25/02/2019

This article is an English translation of the original Italian text by Maria Teresa Soldani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. A Ghost Anthology
  2. 2. Memorizu
  3. 3. Arborescence
  4. 4. One Day, A Thousand Autumns
  5. 5. Grave Of The Stars
  6. 6. Dwellers
  7. 7. The History Of Mankind On The Palm Of My Hand
  8. 8. Finale