“Sindacato dei sogni” colpisce subito per l’incisività dei riff delle chitarre, palesata nella splendida tripletta iniziale nel segno della C: “Caramella”, “Calamita” e “C’era un ragazzo che come me non assomigliava a nessuno”, quest’ultima impreziosita dal passaggio di sassofono del jazzista friulano Francesco Bearzatti: appena letta la recensione, andatevi a vedere il videoclip di Sibylle Righetti, montato su un Super 8 “salvato” dei The Superbs.
Il mood fresco e avvolgente prosegue con “AAA Cercasi” – con Adriano Viterbini alla slide guitar – e la successiva “Accovacciata Gigante”, un dolce e fantasioso jingle-jangle in cui si delineano i tratti della figura femminile protagonista/destinataria di alcune tracce (“Difendere i mostri dalle persone”). Con quel testo magico e l’intreccio di archi e armonica, “Bengala” è il cuore e gioiello dell’opera: segue la tesa riflessione di “Mi capirai (solo da morto)” e lo scorcio d’amara quotidianità di “Non ci provare”.
Arriviamo al gran finale di “Una ceramica italiana persa in California”: here, a prescindere dal minutaggio, esplodono gli ascolti di Neu!, Can e Kraftwerk, sfocianti in un crescente e ipnotico viaggio sonoro. La ceramica potete anche ammirarla: è la copertina di “Sindacato dei sogni”, dopo esser stata personalizzata dal tratto inconfondibile di Toffolo.
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02/02/2019
This article is an English translation of the original Italian text by Alessio Belli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.