Trio dell’Arizona nato nel 2013, già adocchiato dagli appassionati ai tempi dei mixtape “Live From The Dentist Office” (2013) e “Floss” (2016), arriva finalmente all’esordio e non fa rimpiangere la lunga attesa. Eccentrici e divertenti, questi 13 brani spazzolano un ampio spettro di modi di fare hip-hop: a tratti scanzonato ai limiti del demenziale, come il più burlesco degli Eminem, altre volte aggressivo come i Death Grips più caustici, altre volte spassosamente sbilenco, stravagante, meta-musicale.
“Koruna & Lime” costruisce un rap su un saltellante miscuglio di suoni cacofonici, dai toni grotteschi e demenziali, ma “Jawbreaker” azzarda ancora di più con fischi e campanellini. Quando si è convinti di essere all’ascolto dell’album di alt-hip-hop dell’anno, ecco che arriva la ruvida esplosione di grida e distorsioni di “GTFU”. Il momento ideale per comprendere l’eccezionalità dell’opera è “Jailbreak The Tesla”, un brano dai toni cupi, con un beat fatto di percussioni metalliche e sub-bass assordanti che fa contrastare tanta bravado con un testo deficiente e sample didascalici, con un esilarante “Your engine go vroom and my engine go [silenzio]”.
Marshall Mathers sarebbe fiero di “Gravy n’ Biscuits”, molto vicina anche allo Snoop Dogg degli esordi, ma il colpo di genio è probabilmente il meta-brano “Rap Song Tutorial”, vademecum dell’hip-hop stravagante che costruisce una canzone in pochi passaggi consecutivi. Sorprendente che riescano anche a proporre un brano emotivo come “What A Year It’s Been” senza rinunciare alla creatività di voci stravolte e una partenza in punta di piedi seguita da arrangiamenti massimalisti degni del più boombastic dei Kanye West. Quest’ultimo è richiamato anche in “Three Man Weave” e nel suo sontuoso stile vintage.
Un esordio fulminante, che gioca con l’hip-hop post-2000 con ironia ma è anche guidato dall’amore per alcuni artisti celebrati. Difficilmente in un esordio si trova tanta fantasia e creatività, la capacità rara di rimanere al confine fra sperimentazione e scherzo, fra ambizione e divertimento. Menzione speciale per i testi, ben lontani dai cliché ritriti e anzi efficaci tanto nei loro aspetti più umani quanto nei frangenti più eccentrici, ironici o surreali. Collaborazioni non banali, produzione sempre curata e personale.
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31/05/2019
This article is an English translation of the original Italian text by Antonio Silvestri, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.