ELBOW - Giants of All Sizes

2019 (Polydor)
alt-pop, alt-rock

Uno dei momenti più intensi del precedente lavoro degli Elbow (“Little Fictions“) era proprio quando nell’omonima traccia Garvey dichiarava con il trasporto che contraddistingue le sue performance: “We protect our little fictions, like it’s all we are”.

Storie, momenti, emozioni a intrecciare il ricco scenario della vita capace di animare i brani di un disco influenzato dalle nozze del leader con l’attrice Rachael Stirling.

All’inizio di “Giants Of All Sizes” – ottavo capitolo discografico piazzatosi puntuale in vetta alle classifiche britanniche – l’ascoltatore troverà qualche nube all’orizzonte. Le prime little fictions con cui facciamo i conti non sono buone e Garvey lancia fin da subito segnali d’allarme. “And I don’t know Jesus anymore, and an endless sleep is awaiting me”, sono le prime parole che sentiamo in “Dexter & Sinister”, dopo un’intro dominata dal possente incedere del basso e della batteria che non può non ricordare uno dei pezzi più amati e belli del gruppo, “Grounds For Divorce“.

Una dose rincarata poco dopo in “Empires” dal “Baby, Empires crumble all the time”. Potremmo dividere così “Giants Of All Sizes” in due zone: una landa malinconica e dolorosa dove gli Elbow fanno i conti con drammi sociali e riflessioni sulla contemporaneità (Brexit e il drammatico incendio della Torre Grenfell su tutti) e personali (la morte del padre del cantante e di due amici molti vicini alla band, scomparsi a pochi giorni di distanza); un’altra, in cui piccoli scorci d’amore e bellezza riescono a ridare un senso alle cose.

Musicalmente il gruppo si conferma più in forma che mai: la già citata opening è irresistibile e trascinante per tutti i suoi sette minuti, con in più il bel finale al femminile. La prima parte di “Giants Of All Sizes” è quella più segnata dalla morte e dall’oscurità, culminante in “The Delayed 3:15” – storia di un treno tra Manchester e Londra preso da Garvey, cancellato a causa di un suicidio – e “White Noise White Heat”, incentrata sul dramma della Torre Grenfell e gli annessi passaggi poco chiari della tragedia. Amarezza, dolore e rabbia mitigati da arrangiamenti sempre incisi e melodie avvolgenti, in cui si spazia dagli archi di “The Delayed 3:15” ai battiti elettronici di “On Deronda Road”.

È con “Doldrums” che torna il sereno: in un mondo che brucia, si divide e crolla, sono le relazioni, gli affetti e qualche scorcio di bellezza a rimettere tutto in sesto. La ballata “My Trouble” è tutta poesia per la moglie del cantante (“Our love is these days’ piano”) e la successiva “On Deronda Road” racconta di un viaggio in pullman insieme al figlio Jack. Gran finale emotivo dell’opera è “Weightless” in cui Garvey chiude il cerchio analizzando la morte del padre alla luce della nascita del figlio.

Con le nove tracce di “Giants Of All Sizes”, gli Elbow non solo continuano a non sbagliare un disco, ma continuano a incidere canzoni pregevoli piene di intenistà e bellezza: qui i veri giganti – musicali – sono loro.

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22/10/2019

This article is an English translation of the original Italian text by Alessio Belli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Dexter & Sinister
  2. 2. Seven Veils
  3. 3. Empires
  4. 4. The Delayed 3:15
  5. 5. White Noise White Heat
  6. 6. Doldrums
  7. 7. My Trouble
  8. 8. On Deronda Road
  9. 9. Weightless