RANDALL DUNN - Beloved

2018 (Figureight)
dark-ambient/electronic

Non verrete incolpati se il nome di Randall Dunn vi suona familiare ma non proprio noto: è il classico caso di talento delle retrovie, attivo nei Master Musicians Of Bukkake ma più spesso in veste di produttore e arrangiatore per tanti fuoriclasse d’area dark, dai Sunn O))) ad Anna Von Hausswolff, dai Kayo Dot ai Wolves In The Throne Room (la lista, tuttavia, è sterminata).

In quello che è a tutti gli effetti il suo primo album solista, Dunn fa tesoro delle sue molteplici collaborazioni e in particolare di un artigianato sonoro che affonda le radici nella dark-ambient e comunque nel versante elettronico più cupo e cinematico. In questo scenario i sintetizzatori, come ovvio, non sono più l’avamposto melodico di un futuro ancora tutto da concepire, bensì il residuo atmosferico di una sci-fi post-apocalittica, dolorosamente vissuta in una proiezione verosimile del presente.

Per certi versi, dunque, Dunn sembra prendere in consegna proprio le esplorazioni di Toby Driver prima dell’immersione nelle sue recenti brume cantautorali, con la differenza che “Beloved” non presenta particolari anomalie tonali e anzi rende quanto più diretta e inequivocabile la sua natura di “lamento” contemporaneo. In tal senso anche il crooning di Frank Fisher in “Something About That Night” non può che risultare ancor più sinistro e raggelante in rapporto alla desolazione che vi scorre sottotraccia e alla luce del sole – si fa per dire – nei brani circostanti.

Tra gli ospiti più riconosciuti e ricorrenti, il clarinettista Jeremiah Cymerman e il violista Eyvind Kang, che assieme a violoncelli chitarre e bassi offrono discreti ma puntuali arricchimenti strumentali alla matrice essenzialmente elettronica delle composizioni.

Anche senza parole, il drammatico soundscape di “Mexico City” appare come un’invocazione sofferta e disillusa, la presa di coscienza di una fine già compiuta e irreversibile. L’epilogo “A True Home”, con l’inconfondibile voce di Zola Jesus, ha il tipico sapore dei titoli di coda, quando la tensione si allenta dopo l’ultimo carico di immagini saturate e le luci in sala ci fanno tornare alla realtà, che ora inevitabilmente ci appare diversa in quegli aspetti critici che la quotidianità ci porta a obliare. Anche “Beloved”, insomma, ha nel proprio Dna il segno dei tempi che attraversiamo senza vederne ancora l’altra estremità, promessa fallace e perennemente disattesa.

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15/11/2018

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Palozzo, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Amphidromic Point
  2. 2. Lava Rock And Amber
  3. 3. Something About That Night (feat. Frank Fisher)
  4. 4. Theoria : Aleph
  5. 5. Mexico City
  6. 6. Virgo
  7. 7. A True Home (feat. Zola Jesus)

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