Galeotto fu il meeting musicale “Innesta”, tenuto la scorsa estate alla Cooperativa Robert Owen di San Giorgio Ionico (Taranto). E galeotto fu l’omonimo collettivo artistico organizzatore della manifestazione, che invitò a esibirsi, tra gli altri, il sempre prolifico Fabio Orsi, tornato stabilmente in Puglia a fine 2016, dopo otto anni passati a Berlino. Per l’occasione, infatti, il musicista aveva partorito due inebrianti suite servendosi di sintetizzatori, sequencer e immancabili field recording, diventate successivamente i lati A e B di “Sterminato Piano”, in uscita in 200 copie su vinile per Backwards.
Le geometrie sbiadite e i sentori aesthetic della copertina realizzata dalla talentuosa Mastereaster parlano chiaro: l’ars compositiva in continua evoluzione di Orsi è innervata da nuova linfa vitale, che ammanta di tepore analogico le astratte cascade ambient e le trasvolate kosmische di buona parte della sua sconfinata produzione.
Malgrado la distanza fisica, nei solchi vinilici di questo nuovo lavoro la Germania è più presente di quanto si possa immaginare; con la differenza che “Sterminato Piano”, piuttosto che riportare la mente alle algide creazioni di Thomas Köner o alle eteree allucinazioni di Wolfgang Voigt (per gli amici “Gas”), ci traghetta verso i bagliori di quell’estasi minimalista magnificamente descritta nel capolavoro di Manuel Göttsching “E2 – E4”.
Avviata la puntina del giradischi, si librano nell’aria visioni di assolate spiagge deserte, tratteggiate dai pattern elettronici perpetuati in “Amai il vento”, e miraggi che si rincorrono in un vortice ipnagogico di gradevoli effluvi muzak e impalpabili afflati chillwave.
Più profondo è invece l’ascolto di “Sopra la terra”, cadenzato da beat orientaleggianti in odor di Muslimgauze e mutevoli stratificazioni che si sovrappongono in un crescendo di ricercate atmosfere synthwave.
Ad arricchire la tracklist di 25 delle 200 copie, c’è anche un 7″ lathe-cut in formato quadrangolare su cui è impressa la traccia “Piano quadrato”, per l’appunto, naturale evoluzione in chiave tribal-ambient di “Sopra la terra”.
“Sterminato Piano” rappresenta sicuramente un nuovo spartiacque nel curriculum sonoro di Fabio Orsi, come già avvenne nel 2011 con l’esperienza psych-industrial di “Stand Before Me, Oh My Soul!”, e suggella l’eclettismo di un artista che fa dell’“assoluto stupore” il motore immobile delle sue creature.
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21/11/2018
This article is an English translation of the original Italian text by Davide Tucci, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.