È un naufragio che ti assorbe dal primo istante, l’ultimo breve lavoro dei giapponesi Mouse On The Keys. Il loro post-rock fonde jazz, classica, funk, fusion ed elettronica, formando un paradigma difficile da coniugare a parole, cosicché il modo migliore per descriverlo è farlo ascoltare.
Il centro del palcoscenico spetta alla schizofrenica batteria di Akira Kawasaki, che sembra un’entità in continuo movimento, racchiusa in uno spazio troppo piccolo. Anche quando l’istinto viene contenuto (o si auto-contiene) trapela la tensione di chi scalpita in cerca di una liberazione.
Le tastiere e i pianoforti, in compenso, ammansiscono l’atmosfera, rendendo la musica dei Mouse On The Keys melodica quanto basta a imprimersi nella mente ascolto dopo ascolto.
Violenza e delicatezza, caos e ordine sono gli elementi di “Out Of Body” e forse anche dell’amore. Dopotutto, sono due amanti che si baciano quelli rappresentati in copertina, in una fotografia strappata dalla furia umana e poi ricostruita.
Sul finale di “Afterglow” – di gran lunga la traccia migliore dell’album – la batteria si discosta addirittura, lasciando che la coda scivoli via gentile. Sembra una liberazione. Un sole salvifico che splende, dopo la lunga burrasca.
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
07/01/2017
This article is an English translation of the original Italian text by Federico Piccioni, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.