MIKA VAINIO - Reat

2017 (Elektro music department)
glitch, minimal techno

Pur non essendo divenuta oggetto di rivalutazioni a posteriori, l’influenza di Mika Vainio sulla scena contemporanea si è rivelata nelle sue dimensioni reali soltanto al momento dell’improvvisa scomparsa, pochi mesi fa. Una schiera innumerevole di artisti ha espresso cordoglio e gratitudine verso una figura così centrale della sperimentazione elettronica, anche e soprattutto al fianco di Ilpo Väisänen col seminale progetto Pan Sonic.

Ma la sua costante attività in studio anche in seguito allo scioglimento del duo ci conferma che l’edizione postuma di “Reat” da parte di Elektro Music Department non è certo un pretesto, bensì l’ultima (forse) opera compiuta a firma del sound artist finlandese.

Un anno fa venivano pubblicati a stretto giro due lavori legati alla produzione cinematografica scandinava: la soundtrack per il documentario a tema nucleare “Atomin Paluu” – anch’esso “postumo” del duo – e il commento sonoro alla pellicola astratta “Mannerlaatta”; due apprezzabili varianti del consolidato stile minimal-glitch giunto, dopo quindici anni di attività, al massimo grado di consapevolezza e cesellatura sonora. Senza ammorbidire in alcun modo i contorni di quell’estetica, negli ultimi anni Vainio ne aveva tentato un’ulteriore sintesi (“Fe₃O₄ – Magnetite”), rispolverando anche il moniker Ø col raffinato puntillismo di “Konstellaatio”.

Nei quaranta minuti scarsi di “Reat”, invece, l’orizzonte sembra essere nuovamente quello di “Gravitoni”, benché i brani non seguano sviluppi articolati e le tipiche detonazioni noise vengano perlopiù trattenute; alle ritmiche ruvide e claustrofobiche di “Give ‘Em Hell Echo Pappa!” e “Gear” si contrappongono distensioni atmosferiche percorse da pattern frammentati alla Autechre (“Horse Can Stand”), inquieti segnali radar (“And Around Coils Of Horns”) e vedute ambient piatte e desolate (“Secondhand Twilight”) che sembrano alfine ridurre il consueto distacco dal prodotto sonoro.

Vainio non porta alle estreme conseguenze gli spunti da cui parte, logorandoli attraverso modificazioni digitali, ma lascia che esauriscano spontaneamente il loro potenziale (anti)espressivo nello spazio di alcuni minuti, come entità autonome che rimangono a uno stadio embrionale.

“Reat” può essere al contempo percepito come un lascito manierista o l’apprezzabile encore di una delle esperienze più segnanti dell’elettronica contemporanea, da poco rimasta orfana di un autentico guru.

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23/06/2017

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Palozzo, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Give 'Em Hell Echo Pappa!
  2. 2. A Season In Harar 1881
  3. 3. Horse Can Stand
  4. 4. Diderik & Iselin
  5. 5. Gear
  6. 6. And Around Coils Of Horns
  7. 7. Ant Steamtrap
  8. 8. Secondhand Twilight

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