“Petru” cerca di congiungere l’emotivo e il violento, con risultati epici, ma è l’orgia folklorica di “Iti”, con ritmi ossessivi e nefandezze sonore assortite, a sortire l’effetto più spaventoso: una danza festosa virata al rito satanico. La continuità fra popolare e sulfureo, infantile e oscuro è l’elemento peculiare dell’intera carriera e questo Ep esteso non tradisce, in questo senso, le aspettative. A simbolico coronamento della pentalogia, la lunga “Ruvìna” (7 minuti), quasi a chiudere il cerchio con gli spunti sinfonici del black-metal degli esordi.
A tratti dolorosamente mefitico nei suoi suoni strazianti (“‘Utu”, “‘Ati”, “‘Itu”), che rischiano tuttavia di far perdere il gioco di contrasti e avvicendamenti in nome di risultati assordanti ma poco peculiari, “Via Lucis” è un Ep capace di ribadire l’unicità del progetto Inchiuvatu nel panorama nazionale, chiudendo idealmente la seconda fase della carriera. L’impressione è che la fruizione più completa si possa avere solo avendo ascoltato anche i precedenti “capitoli” della pentalogia, fruendone come si trattasse della più ambiziosa “saga” del black-metal nostrano.
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
25/07/2017
This article is an English translation of the original Italian text by Antonio Silvestri, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.