Dopo un 2016 che ha quasi del miracoloso, la Eilean Records ha atteso appena tre giorni per pubblicare il suo primo album del 2017. Stavolta è il turno del musicista inglese Daniel W J Mackenzie che, grazie all’etichetta francese, pubblica il suo quinto Lp solista.
Daniel W J Mackenzie è un musicista che ha fatto dell’unione tra musica e visione la sua peculiarità; dal 2008 – anno di inizio della sua carriera solista – sono svariate le sue installazioni audio-visive che uniscono inscindibilmente i due sensi. La musica del nuovo album “Every Time Feels Like The Last Time” si colloca, pertanto, in quel confine tra visione cinematica e struttura minimale, tra descrizione di ambienti (“Unser Blauer Morgene”) e piano classico (“From A Forgotten Room”), tra elettronica (“Abandonment I”) e sparuti sprazzi di musica cosmica (“Chorus For A Meteor”).
La strumentazione acustica di pianoforte e violoncello fa da battistrada per le registrazioni ambientali raccolte in luoghi molto lontani e differenti tra loro (Norvegia, Inghilterra e Sudafrica). Il piano resta lo strumento principe, presente in gran parte dei brani; è un piano ovattato che ripete brevi pattern malinconici (“Abandonment II”) a dettare il mood principale di “Every Time Feels Like The Last Time”. Il violoncello suonato da Ecka Rose Mordecai è invece meno presente ma tende a fare da impalcatura per l’intera struttura dell’album.
Il finale “Smokey Quartz And Our Skin” contiene tutti gli elementi ricercati da Mackenzie; piano, elettronica e finale di grande ariosità con ambizioni cinematiche che non ricerca la facile emozione con pulsazioni cariche di watt, ma costruisce lentamente pathos e tensione.
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08/01/2017
This article is an English translation of the original Italian text by Valerio D'Onofrio, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.