JOHN CHANTLER / STEVE NOBLE / SEYMOUR WRIGHT - Front And Above

2017 (Inventing zero)
avant-jazz, EAI

Sebbene la varietà e il livello della proposta musicale facciano invidia alle venue sperimentali di tutto il mondo, il Cafe OTO ha un certo numero di veterani e habitué che il pubblico londinese ha imparato a conoscere in ogni aspetto del loro multiforme estro artistico. Ciò che rende sempre eccitante la programmazione del locale – e in generale il dominio della libera improvvisazione – è che al cambio di un solo fattore, o in base al clima della serata, tutto può assumere un aspetto inedito e prendere direzioni inaudite.

Nella presente sessione intitolata “Front And Above” è documentato il concerto one-off di un trio piuttosto particolare, proprio a motivo di un elemento “estraneo” inserito laddove, più probabilmente, di norma troveremmo un contrabbasso. Da un lato, dunque, due riferimenti dell’avant-jazz inglese: il sassofonista Seymour Wright, attivo in particolare dai primi anni Duemila e già apparso in due registrazioni live edite nel 2016 dalla nuova netlabel OTOroku, e la batteria di Steve Noble, sul cui CV compaiono collaboratori del calibro di Derek Bailey, Peter Brötzmann, Evan Parker e John Edwards (del 2012 la registrazione all’OTO con Keiji Haino, anch’essa edita lo scorso anno). Il terzo elemento è la nuova leva dell’elettronica sperimentale John Chantler, australiano di base a Stoccolma, regolarmente in scena coi variopinti cablaggi del suo synth modulare.

In rapporto all’irruenza dei due membri in acustico, l’intervento dell’elettronica si fa perlopiù interstiziale, come un freddo e metodico tracciato di segni che funge da sconnesso fil rouge per tutte le fasi della muta conversazione. All’ingresso fragoroso seguono due momenti di laconica meditazione al rallentatore (“Front 2-3”), un riordino di idee e frammenti para-linguistici in vista della ripresa nell’ipotetico secondo tempo. Nel primo lungo movimento, “Above” si muove dapprima a tentoni nell’oscurità, con i lamenti soffocati del sax e il guizzare dell’archetto ai bordi dei piatti; da alfabeto Morse alieno, il sintetizzatore va gonfiandosi progressivamente in un ostinato mutante alla Ståle Storløkken (Supersilent), per poi ritornare a un puntillismo ossessivo nella sequenza successiva, caratterizzata da un grado elevato di autoreferenzialità e non-significazione da ogni parte del gruppo. In coda lo sentiamo invece richiudersi quietamente in se stesso, come a voler negare la previa serie di gesti inconsulti e sovraeccitati, invocando la comprensione del pubblico.

Non è mai facile – e anzi è sempre azzardato – stilare un bilancio per le sessioni free impro, specie quando non ne siamo diretti partecipi. Forse più di altri, il trio di Chantler, Noble e Wright avrà espresso tutto il suo potenziale nell’immediato, oggi risentendo in parte del distacco a mezzo discografico. Non si stenta a riconoscere, tuttavia, l’equilibrio con cui i performer hanno soppesato ogni fase del loro incontro, rispettando i reciproci spazi e ascoltandosi con attenzione durante l’atto creativo.

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13/10/2017

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Palozzo, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Front 1
  2. 2. Front 2
  3. 3. Front 3
  4. 4. Above 1
  5. 5. Above 2
  6. 6. Above 3

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