BLACK TAPE FOR A BLUE GIRL - SAM ROSENTHAL - Blood On The Snow

2017 (Projekt records)
dark-folk, neoclassical darkwave

Dopo neanche 6 mesi dall’ultimo album “These Fleeting Moments“, il progetto Black Tape For A Blue Girl di Sam Rosenthal ritorna con un Ep di quattro brani, prima pubblicazione nell’anno 2017. I brani proposti erano già stati annunciati da tempo, come potete leggere per esempio nell’interview che lo stesso Rosenthal ci ha concesso lo scorso autunno. Nei piani sono previsti altri Ep, o comunque sufficiente materiale che l’artista statunitense spera di poter raccogliere per pubblicare un nuovo album entro la fine dell’anno.

Proseguendo nel sentiero della precedente uscita, che recuperava i suoni più cupi del periodo anni 90 del progetto, questo nuovo “Blood On The Snow” si focalizza su atmosfere oscure, costruite grazie ad arrangiamenti eleganti e maturi. Si tratta di pezzi tendenzialmente di maniera, ma che proprio per questo raggiungono lo stato dell’arte in quanto a stile e pulizia compositiva. Con tre decenni di carriera alle spalle, Rosenthal si è ritagliato la propria significativa nicchia nell’ambiente dark, in cui opera con la consueta personalità e maturità artistica. 

“Rubicon” è intensa e drammatica, con le chitarre acustiche alle quali nel finale si sovrappongono archi e percussioni per generare un’atmosfera imponente che sostiene l’espressiva voce di Oscar Herrera. “On Some Faraway Beach” riprende le melodie di tastiera del brano “With My Sorrow” dal classico “Remnants Of A Deeper Purity“, ma la solennità del brano originale cede ora il posso a una malinconia più soffice e dolceamara, che ne trasfigura l’atmosfera. Parte del merito va anche a Danielle Herrera, la cui voce addolorata si adagia sulle note cullanti della tastiera. “Blood On The Snow I” è una strumentale dolente e mesmerizzante, a lungo andare forse un po’ monotona, ma la ripetitività dei suoni è necessaria per rendere le atmosfere ancora più inquietanti e non stanca. Anzi, rende adeguatamente l’immagine del titolo, il contrasto tra il candore (e il gelo) di un paesaggio innevato e la violenza di macchie insanguinate. Il nome inoltre fa presagire che ci sia un seguito, già composto e non solo previsto, che quindi possiamo aspettarci a breve. 

Infine, il picco di evocatività è probabilmente raggiunto con la conclusiva “The Apostate”, dove archi ed effetti elettronici si combinano per esaltare ancora di più il talento e l’esperienza vocali di Oscar Herrera.

Attendiamo quindi con fiducia le prossime nuove uscite a nome Black tape.

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11/03/2017

This article is an English translation of the original Italian text by Alessandro Mattedi, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. The Rubicon
  2. 2. On Some Faraway Beach
  3. 3. Blood On The Snow I
  4. 4. The Apostate

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