La contemporaneità tradotta in musica. La proposta dei Bilderbuch, trascendendo e rimodellando le etichette, si risolve in un flusso creativo che condizionerebbe la musica pop-rock se solo quella cantata in lingue diverse dall’inglese interessasse qualcuno all’infuori dei confini della propria nazione.
La band austriaca prova a farsi notare in tutti i modi, mostrando una creatività fuori dall’ordinario e incollando mondi musicali distanti e gusti eterogenei. La sensazione è che rispetto al precedente “Schick Schock” la proposta sia diventata ancora più fluida. Da “Magic Life” emerge un marasma electro-funk in cui più sensibilità affiorano con coesione e aderenza.
Quello che alla lunga stupisce maggiormente è la capacità di carpire il senso di questi frenetici anni, attraverso una qualità tecnica superiore a formazioni ben più note a livello mondiale, che pure seguono linee estetiche non così distanti, almeno sulla carta, dai Bilderbuch.
A un primo ascolto, “Magic Life” è un lavoro camaleontico, sfugge a una programmatica configurazione che lo collochi per forza al centro di un filone. La cura per i dettagli e la produzione sontuosa confermano la matrice art-pop della formazione di Kremsmünster, che si muove con disinvoltura fra virate funk, progressive e hip-hop, senza dimenticare la radice r&b delle parti vocali.
Questa nuova storia è iniziata qualche mese fa con la sventagliata di quattro brani che hanno subito messo le cose in chiaro: “Schick Schock” non era un caso, i Bilderbuch esplorano tante vie del pop-rock cercando sempre quella meno scontata.
“I ♥ Stress” apre le danze con un battito ipnotico, mentre una chitarra impazzita e campionamenti a metà fra dancehall e dubstep dominano l’atmosfera. “Sweetlove” è un brano soffuso e lunare, vicino a certe ballate di Prince, mentre i fraseggi di chitarra invocano il chimismo di Robert Fripp.
“Erzähl deinen Mädels ich bin wieder in der Stadt”, col suo rap deviante, srotola fiati dal sapore jazz e mescola al consueto tedesco alcuni spiazzanti slogan in spagnolo. “Bungalow” è un manifesto di r&b psichedelico, scelto con oculatezza come singolo portante: è infatti il momento in cui la componente sessuale dei Bilderbuch emerge con più forza. Nel relativo videoclip il cantante Maurice Ernst si dispiega in ogni tipo di posa, vestito o meno, mentre narra le difficoltà della vita di coppia. Non è una novità per il quartetto, la cui musica preme su sensualità e fisicità sin dal precedente “Schick Schock”, ma fa piacere notare come la ricerca sia stata mantenuta senza ricorrere a ottuse celebrazioni della mascolinità e schivando i cliché.
Fra le rimanenti cinque canzoni si segnala l’accoppiata composta da “Superfunkypartytime” (sorta di decostruzione postmoderna del synth-funk anni Ottanta) e “Investment 7” (midtempo d’atmosfera, con eterei manti elettronici e sonorità subacquee). Completano il quadro tre brevi intermezzi, bozzetti in cui le due chitarre preparano appetitosi antipasti, annunciando i ricami ora liquidi ora distorti del chitarrista Michael Krammer, vero mattatore delle architetture sonore della band.
Mentre scriviamo, l’album entra al numero 2 della classifica austriaca, mentre nella grande Germania risulta più dura attecchire con sonorità così bizzarre e un accento viennese così marcato, tuttavia il debutto al numero 8 è da ritenersi perlomeno dignitoso.
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05/03/2017
This article is an English translation of the original Italian text by Federico Romagnoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.