ANTONY AND THE JOHNSONS - Paradise

2017 (Secretly canadian)
art-pop, electro-songwriter

L’unico modo per ottenere “I Never Stopped Loving You”, settima traccia di questo “Paradise” Ep, è mandare un’e-mail alla stessa Anohni, condividendo con lei un proprio pensiero intimo sulle speranze per il futuro. Io l’ho fatto, e un paio di giorni dopo è arrivata la risposta, con il pezzo in allegato e la richiesta di non condividerlo con nessuno – piuttosto di suggerire a chiunque sia interessato all’ascolto di mandarle a sua volta una mail. Anohni vuole il coinvolgimento dei propri ascoltatori, vuole scuoterci il più possibile dalla sedia e farci sentire in prima persona l’urgenza dei temi che più le stanno a cuore. Già “Hopelessness” non faceva prigionieri, con i suoi clangori elettronici e i suoi testi incompromissoriamente crudi e accorati, e l’aggiunta di “Paradise” segue nel solco.

Sette pezzi in totale quindi, sempre co-prodotti con la strana coppia Lopatin/Mohawke, che ancora una volta attaccano allo stomaco ma che in altri momenti repellono volontariamente le orecchie, mentre la voce di Anohni tuona e rimbomba attraverso droni e suonini in HD. L’apertura di “In My Dreams” sembra quasi l’attacco di un pezzo ethereal-metal, ma il momento dello scoppio rumoristico non arriva, lasciando semmai alla possente “Paradise” il compito di intavolare la discussione e puntare il dito, soprattutto nel momento in cui decanta:

My Mother's hand

Her gentle touch

My Father's hand

Rests on my throat

“Jesus Will Kill You” è un altro titolo impossibile da evitare, il pezzo striscia rumoroso e gracchiante e non vuole proprio farsi piacere, come del resto è spiacevole l’immaginario descritto dal testo, che accusa senza rèmore tutti quelli che abusano del proprio potere in nome di Gesù.

Luckily, even this time around, there are tracks where, beyond the urgency of the message, Anohni delivers a pure and simple musicality that can still move you; "You Are My Enemy" is like a sacred hymn, an organ line rippling beneath a barely-there beat as the voice rises toward gospel tones, "Ricochet" advances imposingly over a gorgeous, airy pop melody with strong soul-tinged counter-vocals, while the ending of "She Doesn't Mourn Her Loss" is almost pastoral with its flute and acoustic guitar line – a clear contrast to the dramatic lyrics of the song.

Non c’è proprio modo facile per associarsi al nuovo corso di Anohni. Usare la propria arte per portare avanti un pensiero socio/politico di tale importanza con simile convinzione è sicuramente un’arma a doppio taglio, e chi si è sentito scaldare il cuore nel corso degli anni con i dischi assieme ai Johnsons, può benissimo trovarsi spaesato di fronte a questa svolta elettronica dove l’anima è stata avvolta da nubi di tossico fumo nero – esattamente come la Terra sulla quale viviamo, ci tende a precisare la stessa autrice. Nel proprio intimo, ognuno di noi avrà il modo migliore per passare dall’ideale all’azione come meglio crede, e se crede. Quel che davvero preme ad Anohni è di non lasciar posto all’inerzia.

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26/03/2017

This article is an English translation of the original Italian text by Damiano Pandolfini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. In My Dreams
  2. 2. Paradise
  3. 3. Jesus Will Kill You
  4. 4. You Are My Enemy
  5. 5. Ricochet
  6. 6. She Doesn't Mourn Her Loss
  7. 7. I Never Stopped Loving You (bonus track)

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