ZAYN - Mind Of Mine

2016 (Rca)
alternative r&b, urban-pop

La testa è mia e faccio come voglio io!

Da quasi un anno a questa parte Zayn Malik non fa che precisarlo in ogni intervista che rilascia, al punto che ha pensato bene d’intitolarci pure il proprio disco di debutto. E per reiterare il concetto, scrive i titoli delle canzoni con le maiuscole messe a casaccio.

Del resto oggi può farlo. Quando faceva parte dei famosissimi One Direction, Zayn era noto più che altro come il belloccio di turno, e il suo principale merito era – diciamo – quasi esclusivamente sociologico: siamo di fronte all’unico uomo di origine pakistana che in tempi recenti è diventato un sex-symbol nel mondo occidentale, e pare sia già partita la sfida tra Hollywood e Bollywood su chi lo acchiappa per primo. A suo modo è un risultato non indifferente, ma che poco ha da spartire con la musica.

E nella breve vita di una boyband la musica non sempre è il punto focale; Simon Cowell ha spremuto i cinque fino all’osso, facendo loro incidere album dopo album di piattissimo pop condito da zompanti coretti da stadio. Zayn il taciturno voleva provare nuove sonorità, ma il suo volere non è stato preso sul serio. Così, dopo esser diventato insofferente al processo, ha finito con l’abbandonare la band e lanciare veementi accuse di sfruttamento al suo ex-manager. Neanche Cowell è andato leggero con le ripicche, e la storia s’è trasformata in un botta e risposta non troppo dissimile dalle liti tra vicine di pianerottolo. Tutto molto divertente, ovviamente, ma ci sarebbe da domandare a Zayn come mai ha impiegato quattro album a capire come veramente funziona una boyband…

Poi è arrivato “PILLOWTALK”, un pezzo sicuramente meglio prodotto rispetto alla paccottiglia indifferenziata della sua vecchia band, ma con quel gradasso ritornello appiccicato sopra a far presagire che, forse, la quaglia non è saltata fuori in tempo e ha sgocciolato comunque. Poco importa; il successo è stato enorme, nel video annesso Zayn fa mostra della propria fidanzata top model Gigi Hadid, recitando la parte del maschio imbronciato e tenebroso proprio come piaceva alle vecchie fan. Sembrava, insomma, che il tutto fosse solo un aggiornamento vagamente più maturo dell’estetica dei One Direction – lo “Schizophonic” del 2016?

Invece Zayn un salto l’ha fatto davvero. Il suo intento era quello di cambiare rotta a tutti i costi per far vedere al mondo che ne ha le capacità, e in un momento in cui varie popstar d’alta classifica sembrano sterzare verso atmosfere diverse (vedasi il recente “ANTI” di Rihanna), Zayn ha colto la palla al balzo.

Per farvi un esempio, quando è stata pubblicata in anteprima la delicata ballata “IT’s YoU”, è venuto fuori addirittura il nome di Thom Yorke, mentre l’altra anteprima “LIKE I WOULD”, un più canonico ma ben eseguito momento dance, è stata impiegata per motivi promozionali ma su disco è finita relegata alla versione deluxe, quasi a voler mettere le cose in chiaro: si fa come dico io.

Il nuovo suono infatti è zuppo delle sonorità della coppia Drake/The Weeknd, più inflessioni neo-soul e basi trap. Molti pezzi sono prodotti da Malay, noto ai più per il suo lavoro con Frank Ocean, difatti la prima cosa che salta all’orecchio è proprio quel generalizzato minimalismo in contrasto al suono “pieno” dell’attuale formato radiofonico. “Mind Of Mine” gioca su timbriche e atmosfere, risultando a tratti conturbante, ma anche fin troppo compatto e soporifero, mentre Zayn non sempre riesce a bucare oltre la nebbia, anzi la sua presenza s’è fatta dolente e implorante – il colmo per uno che solo pochi anni fa urlava “shut up and dance!”.

Ma anche se non tutto balza subito all’orecchio, ci sono sicuramente momenti degni nota; “dRuNk”, una nebulosa di erotismo, “wRoNg”, un intenso duetto con Kehlani, e soprattutto “fOol fOr yOu”, un momento pianistico che fa il verso agli anni Settanta di Elton John e Harry Nilsson, ricalcando un’idea di vintage come aveva fatto Bruno Mars con “When I Was Your Man” – fa lo stesso effetto l’ancor più intima bonus track “BLUE”. Fa specie anche “INTERMISSION: fLoWer”, l’intermezzo cantato in urdu su un filo di chitarra acustica e lievi distorsioni elettroniche, un momento che, speculando, mostra il potenziale di Zayn per espandersi verso lidi inediti nella popmuzik occidentale.

Pregi e difetti, dunque, possono essere gli stessi a seconda dei punti di vista; bisogna premiare il coraggio di Zayn per essersene uscito con un disco lontano dal proprio passato, nonché inedito per il mercato contemporaneo. Ma dall’altro lato, “Mind Of Mine” è un capitolo in espansione più che un punto d’arrivo, perché non ha ancora l’aria da consacrazione come potevano avercela Robbie Williams o Justin Timberlake ai tempi dei propri esordi solisti.

Ma va anche bene così; Zayn è giovane e ha ancora tutto da giocarsi, soprattutto adesso che non ha più gli altri quattro a fargli da zavorra; manca l’effetto virale dei leggiadri singoli del suo diretto competitore Justin Bieber, ma nel complesso “Mind Of Mine” mostra maturità e capacità di farsi apprezzare con gli ascolti. Contro ogni pronostico possibile, il Sig. Malik è partito nel modo migliore, dando alle stampe il disco pop più notturno e curioso del momento. Vedremo cosa tirerà fuori l’ex-collega Harry Styles.

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01/04/2016

This article is an English translation of the original Italian text by Damiano Pandolfini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. MiNd Of MiNdd (intro)
  2. 2. PILLOWTALK
  3. 3. iT's YoU
  4. 4. BeFoUr
  5. 5. sHe
  6. 6. dRuNk
  7. 7. INTERMISSION: fLoWer
  8. 8. rEaR vIeW
  9. 9. wRoNg feat. Kehlani
  10. 10. fOoL fOr YoU
  11. 11. BoRdErSz
  12. 12. tRuTh
  13. 13. lUcOzAdE
  14. 14. TiO
  15. 15. BLUE*
  16. 16. BRIGHT*
  17. 17. LIKE I WOULD*
  18. 18. SHE DON'T LOVE ME*
  19. 19. *versione deluxe

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