NADA - L’amore devi seguirlo

2016 (Santeria)
pop, rock, songwriter

Coraggiosa, indomita, libera. Così avevamo lasciato Nada all’indomani dell’uscita di “I Take Up Little Space”, più o meno due anni fa. E così la ritroviamo oggi, dieci nuove canzoni in pugno e la netta sensazione di avere di fronte un’artista che sa sfidare ogni preconcetto e qualsivoglia ragionevolezza per andare oltre, che sia se stessa o gli altri. Perché c’è qualcosa di irrazionale, verrebbe da dire di romantico (se lei probabilmente non rifiutasse – immaginiamo – questa definizione), nel seguire la parabola di una Malanima che ha lasciato alle spalle le velleità di un posto al sole che ormai le stava stretto per preferire le difficoltà e le incognite di una seconda carriera senza altre imposizioni oltre a quella, sacra, di fare e dire ciò che le pare.

Ecco, in questa Italietta in cui si sgomita e ci si accapiglia per un poco di risibile visibilità, Nada coltiva la sua libertà di artista con un piglio e un’ostinazione da far quasi rabbrividire. Si circonda di artisti giovani (mettiamo al bando una volta per tutte la parola “emergenti”) e se li porta in tour. Chiama in causa Enrico Gabrielli, uno che indubbiamente sa il fatto suo, e a lui affida un album. E poi, quasi a misurare ancora una volta se stessa, adesso decide di fare tutto da sola, scrivendo e registrando i pezzi su GarageBand, come una qualsiasi teenager nata nel terzo millennio.

In queste dieci canzoni, poi registrate e messe a punto a Ferrara nello studio di Manu Fusaroli, ci sono tutte le Nada che conosciamo. Quella innamorata di “L’estate sul mare” e “Non sputarmi in faccia”; quella battagliera (“io non so quando uscirò/ se brucerò il motore aspettandoti a un semaforo/ ti comprerò un bel biglietto/ per un vaffanculo senza ritorno”) di “Non capisci più”; quella gioiosamente sovversiva di “Aprite la città”; quella irresistibilmente pop-rock di “Una pioggia di sale” e “La canzone dell’amore”; quella sofisticata di “Finché tu vorrai”; quella che denuncia i soprusi alle donne in “Ballata triste”; quella di “All’aria aperta”, che tra impulsi avanguardisti e cantautorato ribelle è un po’ la sintesi di tutte le altre Nada precedentemente incontrate.

Se analizziamo le canzoni, il campionario di “L’amore devi seguirlo” è probabilmente inferiore nel complesso agli spunti di “I Take Up Little Space”. Il nuovo album, però, si misura con altri parametri: nello spirito che lo attraversa, nel coraggio di cambiare strada, nella spontaneità travolgente che ancora oggi (anzi: oggi più che mai) fa di Nada un’artista unica e necessaria.

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09/02/2016

This article is an English translation of the original Italian text by Fabio Guastalla, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Aprite la città
  2. 2. Una pioggia di sale
  3. 3. La canzone dell'amore
  4. 4. Finché tu vorrai
  5. 5. Non sputarmi in faccia
  6. 6. L'estate sul mare
  7. 7. Non capisci più
  8. 8. La bestia
  9. 9. Ballata triste
  10. 10. All'aria aperta