BAND OF HORSES - Why Are You Ok

2016 (American)
alt-country-rock, chamber-rock

Dieci anni sono passati da “Everything All The Time”: lontano dalla cheapness country-fm di “Mirage Rock“, questo nuovo “Why Are You OK” tenta con alterno successo di ritornare alla band di quell’esordio, seguendo una scrittura e una forma decisamente più raffinate che nelle ultime uscite di Ben Bridwell.

With Jason Lytle of Grandaddy producing, the record takes on a more accomplished, less two-dimensional air, but (thankfully) there's no real attempt to go back to basics; rather, before Bridwell turns into the new Kid Rock, it's a band drawing on its fine musicians to give the songs a bit of extra depth, even if they lack the drive of ten years ago.

La forma della ballata in punta di piedi sembra aver preso un po’ la mano del barbuto e tatuato padre di famiglia Ben, che ha confessato di scrivere sempre più spesso di notte, perché di giorno si occupa dei suoi quattro figli (non male come papà, eh?). Alla vecchia “St. Augustine” va aggiunta però un po’ di cheesiness e tolto un po’ d’impatto, a sentire “Even Still”, così come nel paragone “First Song”/”Dull Times” (noiosetta come apertura).

Di questo passo verrebbe fuori un esercizio crudele: va concesso al disco di proseguire il filone della Band Of Horses come band da “house concert allargato” inaugurato con lo scorso acoustic live, con una serie di brani rassicuranti e quasi sempre sufficientemente delicati da giustificare l’atmosfera intima del disco.

Il rallentamento generale dei brani è, bisogna dirlo, a volte l’unica novità (“Hag”, anche il singolo “Casual Party” riprende, magari anche non casualmente, “Weed Party”), e la deriva ruffiana della scrittura di Bridwell è ormai consolidata (“Barrel House” è la versione sdolcinata di “Monsters”, “Lying Under Oak” è uno dei suoi brani più “senili”).

Ciononostante, “Why Are You OK” è il primo inedito, da tempo, digeribile integralmente senza troppi drammi: produzione pulita, brani senza pretese con qualche sprazzo più propriamente emozionante, o perlomeno con qualche barlume di vitalità (“Solemn Oath”).

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21/06/2016

This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Righetto, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Dull Times/The Moon
  2. 2. Solemn Oath
  3. 3. Hag
  4. 4. Casual Party
  5. 5. In A Drawer
  6. 6. Hold On Gimme A Sec
  7. 7. Lying Under Oak
  8. 8. Throw My Mess
  9. 9. Whatever, Wherever
  10. 10. Country Teen
  11. 11. Barrel House
  12. 12. Even Still

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