“La scena di Londra è stata una sciagura negli ultimi quindici anni. Il pensiero di far parte di questo movimento che non va da nessuna parte mi disgustava”.
Dopo le simpatiche parole con cui si introduce il trio londinese, sarebbe lecito aspettarsi la miglior band prodotta da Londra negli ultimi quindici anni. Con buona pace delle decine di nomi notevoli – fra indie rock, house, dubstep e pop – fuoriusciti dalla capitale inglese nel suddetto lasso di tempo.
Da parole importanti derivano responsabilità importanti, che tuttavia il disco non riesce a sostenere. Magari al trio avrebbe fatto comodo rendersi conto che la scena di cui tanto si vergogna di far parte è una scena dove gli artisti viaggiano su standard produttivi piuttosto elevati. Che in questo disco mancano.
Ogni canzone sembra rifarsi a un modello passato in maniera piuttosto spudorata, e non ci sarebbe niente di male se solo di questi modelli si riuscisse a eguagliare i punti di forza. Il problema è che ciò non avviene, e alla fine la sensazione è di aver ascoltato uno zibaldone di musica di serie B. Per ogni brano si individua facilmente il punto di riferimento, e quando si va a fare il paragone il responso è impietoso.
In “One Club Town” sembra di sentire gli Happy Mondays dell’ultimo album (che già non era fra i più brillanti) con dinamiche ulteriormente rattrappite, per “World Peace” viene in mente la dance sognante dei Cut Copy con una produzione in miniatura, “Seven Sisters” tenta la carta house rubando nuovamente il canto a Shaun Ryder, i vari brani rappati-recitati si piazzano a metà fra The Streets e King Krule, senza neanche sfiorarne la tensione, l’oscurità e la complessità degli arrangiamenti.
Se la band riuscisse a mescolare le varie influenze in un corpo unitario e a produrre un suono più profondo se ne potrebbe riparlare, perché alla fine come sottofondo è musica comunque piacevole. Al momento, però, non si può che sorridere, anche alla luce dei proclami con cui tutto ciò è stato presentato.
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
21/12/2015
This article is an English translation of the original Italian text by Federico Romagnoli, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.