GIOVANNI TRUPPI - Giovanni Truppi

2015 (Woodworm)
songwriter

Giovanni Truppi è un cantautore napoletano che nel debutto “C’è un me dentro di me” (2010) mette in mostra un crooning scanzonato e romantico sulla scia di Sergio Caputo, impeccabile grazie a una preparazione tecnica di tutto punto (si noti una “C’è un me” in cui Truppi gigioneggia a cappella senza accompagnamento).

“Il mondo è come te lo metti in testa” (2013) propone una piccola svolta. Truppi si connette con l’era della recessione e sporca il canto d’inflessioni dialettali, parla in prima persona autopresentandosi, adotta un accompagnamento arcignamente minimale (chitarra e batteria) e presenta una serie di filastrocche alla Sergio Endrigo che spesso volge alla sua versione delirante (“Ti ammazzo”, “I cinesi”, “Nessuno”), ma anche ralenti salmodianti (“Amici nello spazio”) e persino ragtime (“Cambio sesso”).

Il successivo omonimo “Giovanni Truppi” è prima di tutto un affare infinitamente più professionale che semplicemente supera in volata l’andazzo lo-fi del predecessore e preservandone un’irriverenza punk. In seconda battuta è anche un grande banco di prova per il Truppi arrangiatore di primo pelo, sorprendentemente creativo e smaliziato. L’incitamento di “Stai andando bene Giovanni” è una sorta di mazurka sardonica basata su sincopi assassine new wave. L’ostinato, rincitrullito strimpellio boogie di “Superman” si rende ancor più insistente e nevrotico nella “Lettera a Papa Francesco I”, flusso di coscienza alla Cccp sferzato da un riff alla “Sister Ray”, e forte di un ritornello strepitato dadaista. Il minuto scarso di “Alieno!” è un’altra felice incursione nella new wave, una traduzione ipertribale dei voodoobilly dei Suicide.

La lecture di “Conversazione con Marco sui destini dell’umanità” è recitata gravemente da Truppi in un tappeto di chanson acustica remixata e ricomposta come in un collage, fino a frullarla in un balbettio dissonante senza più significato. “Pirati” nobilita e trasfigura un’elementare ballata pianistica di note scandite in fulminee, jazzate incursioni tex-mex.

Fin qui è un ascolto esaltante, un assaggio di cantautorato d’avanguardia che porta l’ascoltatore a riconoscersi nei suoi lucidi scandagli dell’epoca della crisi, a condividere il tono da anima in pena e la sua drammatica ironia. A tratti propone anche la soluzione al problema, evitando saggiamente di ricadere nella retorica della critica demolente uber alles. Una seconda parte purtroppo incartapecorita in dediche intimiste ben più tradizionali, con tanto di video alla canzone più banale: “Hai messo incinta una scema” (Francesco Lettieri).

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10/02/2015

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Stai andando bene Giovanni
  2. 2. Superman
  3. 3. Lettera a Papa Francesco I
  4. 4. Pirati
  5. 5. Alieno!
  6. 6. Conversazione con Marco sui destini dell’umanità
  7. 7. Il pilota è vivo
  8. 8. Hai messo incinta una scema
  9. 9. The whole universe
  10. 10. Eva

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