CHANTAL ACDA - The Sparkle In Our Flaws

2015 (Glitterhouse)
minimal chamber-folk

Con l’esordio solista di un paio di anni fa, Chantal Acda ha certamente acquisito una posizione di spicco nella scena del cantautorato femminile europeo, tanto da spingerla, dopo la collaborazione nel progetto Distance, Light & Sky con Chris Eckman dei Walkabouts, a una seconda pubblicazione con la più blasonata Glitterhouse, che già distribuisce i lavori di Eckman, appunto.

“The Sparkle In Our Flaws” riprende senza esitazione il discorso iniziato nell’ispiratissimo e struggente “Let Your Hands Be My Guide“, arricchendolo di qualche arrangiamento più pieno (e soave in “Up & Down”, bello il pattern d’archi, con uno “staccato” che stringe il cuore, ma anche la title track diventa quasi chamber-folk), ma organizzandolo sull’interazione tra arpeggi (elettro)acustici e sulle sempre emozionanti interpretazioni di Chantal.

Si è così sempre in bilico tra una mesta monotonia e slanci appassionati, con un silenzio orchestrato ancora magistralmente e un contorno più ampio, che sfocia anche in una flebile elettronica in “Minor Places”, alla maniera di The One AM Radio.

Gli arrangiamenti di Peter Broderick sembrano sottolineare, almeno in certi brani, un tono più normalizzato, come nell’ardore panico ma un po’ inefficace di “Everything”. In altri casi, invece, i pezzi seguono un canovaccio fin troppo risaputo per la cantautrice belga (forse un errore piazzare la linearissima “Homes” all’inizio, ma anche “The Other Way”, non fosse per l’assolo di sassofono, è ampiamente già sentita), anche se gli arrangiamenti hanno un dinamismo nervoso sconosciuto ai brani dell’esordio (“Games”).

La sensazione generale, però, a parte quella di una maggior ricchezza, è quella di una certa mancanza di idee di scrittura, che si esprime e si esalta in alcuni frangenti grazie all’interpretazione e al bel lavoro sugli arrangiamenti, cose che però impallidiscono e non possono elevare da sole la qualità generale della proposta. Anzi, come spesso accade, ne rappresentano proprio il maggior campanello d’allarme.

Probabilmente un disco di transizione, ma “The Sparkle In Our Flaws” rappresenta per adesso un seguito meno ispirato di “Let Your Hands Be My Guide”.

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11/09/2015

This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Righetto, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Homes
  2. 2. Everything
  3. 3. Games
  4. 4. The Other Way
  5. 5. The Sparkle In Our Flaws
  6. 6. Up And Down
  7. 7. Minor Places
  8. 8. Still We Guess

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