Alla fine, la Profound Lore si è accorta anche del progetto Abyssal, guidato in solitaria dal misterioso G.D.C., artefice nei due precedenti lavori di interessanti evoluzioni post-death-metal nel solco di Portal e Mitochondrion.
Con “Antikatastaseis”, affidate le parti di batteria al finlandese Timo Häkkinen (superando, così, il “problema” della drum machine) si entra in una dimensione sonora sicuramente più definita e meglio prodotta e questo nonostante il muro di suono sia diventato, nel frattempo, ancora più ottundente.
Non mancano, comunque, le aperture melodiche (nel solco dell’esordio “Denouement”) e qualche soluzione fantasiosa, mentre nel complesso il sound mostra di essersi misurato anche con le ultime vampate del blackgaze. Tuttavia, anche se i brani mostrano di essere figli di un più certosino lavoro di scrittura e di produzione, qualcosa del fascino malsano dei precedenti dischi è andato perduto, sostituito dalla evidente volontà di conquistare posizioni relativamente più concilianti.
Entrando nel merito dei brani, il carico atmosferico è sempre intenso, con growl titanici e laviche dissonanze che fanno il paio con trionfanti crescendo (“I Am The Alpha And The Omega”), ripetizioni di frasi e marcati orientamenti narrativi (“Chrysalis”), saliscendi infernali (“Telomeric Erosion”) e intro percussive che preludono a poderosi tour de force, tra ardori sinfonici e torride scomposizioni (“The Cornucopian”).
Tra i momenti più affascinanti, sicuramente “A Casual Landscape” (forte di miraggi ambient-drone e vocalizzi liturgici come canti gregoriani ridotti ai minimi termini), mentre le accumulazioni assordanti di “Delere Auctorem Rerum Ut Universum Infinitum Noscas” evidenziano, senza mezzi termini, tutti i limiti di un disco che, mentre sposta in avanti il baricentro della ricerca sonora di G.D.C., ci dice anche che la sintesi di forma e contenuto non è esattamente equilibrata.
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20/10/2015
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.