Nome caldissimo nella natia Inghilterra – i loro concerti incassano ormai sistematicamente il tutto esaurito – i Traams stanno iniziando a farsi largo anche dall’altra parte dell’oceano, come dimostra la chiamata al SXSW 2014, giusto riconoscimento arrivato a breve distanza dall’uscita del notevole esordio “Grin”.
Il terzetto proveniente dal West Sussex non si è però fermato alla pur intensa attività live: subito dopo la pubblicazione dell’Lp, al contrario, è tornato immediatamente in studio di registrazione e, di nuovo sotto l’egida di un duo di produttori d’eccezione (Mj degli Hookworms e Rory Atwell dei Test Icicles) ha dato vita a un pugno di brani autografi confluiti nell’Ep “Cissa”, edito sempre dalla Fat Cat, la prima a puntare forte sul progetto nato nel 2011.
Cinque canzoni per meno di venti minuti di musica dentro i quali la formazione di Chichester torna sulle strade già battute pochi mesi prima, confermando di muoversi a proprio agio nel riconoscibile alt-rock che mescola nuovamente, e con rinnovato vigore e ulteriore autorevolezza, inquiete sonorità post-punk e stralunate traiettorie vocali.
Una formula che trova massima espressione nella parabola di “Giddy”, nevrotica cavalcata che si riversa nella perfetta apertura corale del ritornello, e risultati di un gradino inferiore in “Selma”, egualmente intensa ma meno ispirata. I sette minuti di “Cissa” tornano a flirtare con sonorità kraut-rock e terminano la loro corsa su un tappeto di progressive accelerazioni psichedeliche, spingendo più in là i confini sonori di un combo dalle enormi potenzialità.
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25/11/2014
This article is an English translation of the original Italian text by Fabio Guastalla, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.