Con il suo terzo album in dieci anni di vita, “Circles”, successore di “They Know” e di “Ten Little White Monsters”, il combo dei News For Lulu prosegue con la sua produzione melodica connessa alle tendenze d’oltreoceano. Il suono è adesso saturo come nelle band allargate nordamericane (Broken Social Scene, Arcade Fire, Band Of Horses), e dunque in grado di portare a coerente compimento le intenzioni già presenti nel loro passato prossimo.
Una siffatta impostazione frutta almeno “Spring Burns” e “Your Uniform”, le hit del disco, moderatamente calde e contagiose; “Spring Burns” è facilmente la più memorabile, ma “Your Uniform” vanta comunque il secondo refrain migliore dell’album e – di sicuro – l’arrangiamento più barocco.
Il grosso del disco invece si stabilizza in un’attitudine black un po’ generica. Con il soul-pop di “Follow And Run”, il placido e cristallino trotto di “Into Nowhere”, la variazione corale-gospel di “Grin And Bear It”, il call-and-response alla Jeff Buckley di “Rain”, lo svampito onirismo alla Brian Wilson della title track, e il sing-along di “Flowers Is The Oven”, l’opera perde via via il senso della concisione di note e parole di “Spring Burns”.
A metà disco “New Year’s Eve” spezza la ripetitività accendendo il ritmo, anche se si tratta per lo più di un tipico revival garage-pop.
E’ il più maestoso parto della band pavese, per lentezza di ritmo e perizia d’insieme (sontuosa lavorazione negli Usa di Ben Brodin e Joe Lambert), con una polpa di scaduto, verboso, diseguale antiquariato bubblegum scritto con calcolato stile ed eseguito con indubbio trasporto. “Spring Burns” ha fatto anche da Ep eponimo anticipatore e il suo lato B (la scartata “Alleys”, 6 minuti) è un saliscendi dinamico che vale quasi più dell’album.
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29/10/2014
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.