Quartetto di Aversa, Miriam In Siberia propongono con l’ultimo “Failing” una mirabolante serie di cliché space-rock. La title track suonerebbe eccellente in uno qualsiasi dei tardi dischi dei Motorpsycho, ma assume vitalità nel refrain cantabile, negli origami galattici della tastiera e nel passo brutale dei Kyuss.
“Raise Your Hands” rallenta il passo per mettervi un’altra calligrafia, i glissandi di chitarra dell’acid-rock storico. Una magia di vibrato di organo introduce il crescendo Black Sabbath-iano di “Down From A Mountain”, proiettato verso apoteosi di accelerazioni dinamiche. “Don’t Anyone” immette ancora un nuovo stereotipo: l’adagio sinfonico dei Pink Floyd, comunque di nuovo scosso in tremiti isterici.
Seguito di “Il suono del phon” (2009) e “Vol. 2” (2011). Vince l’estrema, letterale derivazione tramite una pulizia da infarto e una confezione gradevole. E’ vintage ma intelligente nel riscoprire il gusto dei pochi e selezionati brani, mediamente lunghi. Anche in edizione limitata su vinile 12”. Scatto di copertina: “Veduta aerea della tundra siberiana” (Marco Quinti).
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19/12/2014
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.