Mentre è attesa per l’inizio di giugno la pubblicazione del loro quarto Lp, i Fucked Up, quasi a mo’ di antipasto, fanno uscire questo ennesimo lavoro legato alla “Zodiac series”, proseguendo una personale e musicale interpretazione dello Zodiaco cinese.
A questo giro, è la volta del Dragone e il brano cardine, lungo ben diciotto minuti, è l’ennesimo anthem, solenne ed epico, che si sporca le mani con l’hardcore, il rock settantiano, gli Who e finanche qualche tinta stoner, il tutto racchiuso in un recinto progressive che da sempre è il vero marchio di fabbrica dei Nostri. Mentre i temi del sogno e della speranza si confondono e si fondono con quelli del compromesso e dell’ipocrisia, il solito Damian Abraham ci mette del suo con una voce che puntella con rabbia e trasporto una traiettoria musicale che alterna sane e ruvide esplosioni a fraseggi panoramici, trame melodiche a crescendo innodici sostenuti da muraglie chitarristiche (Mike Haliechuk guida le danze, Ben Cook e Josh Zucker armeggiano nelle retrovie con dovizia di particolari) che s’innalzano come cattedrali imperiose, prima di rovinare come slavine nel baratro di una redenzione che è sempre lì ad un passo, ma in veste di miraggio.
A completare il quadro, due cover che omaggiano la scena punk di Toronto: “I Wanna Be A Yank” dei Cardboard Brains e “Disorder” degli Ugly: energia nuda e cruda, come ai bei tempi, insomma.
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18/04/2014
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.