Via veloce come l’esordio dei Drowners, band di stanza a NYC, per un quarto gallese e fresca partecipante del The Great Escape 2014 a Brighton. L’omonimo esordio di gennaio 2014, uscito per Frenchkiss Records è un via-vai fresco e post-adolescenziale, lirico e musicale, non per questo da evitare.
Sono dodici tracce ariose, semplici, immediate, che fondono la sporcizia sonora della scuola punk americana anni 90 con l’eleganza inglese degli 80. Fondati dal cantante e chitarrista Matthew Hitt – il gallese che tentò l’avventura come modello nella Grande Mela – i Drowners non travolgono con le novità, ma con la forza delle canzoni, immediate ballate power-pop (“Let Me Finish”, “You’ve Got It Wrong”) sullo stile rimescolato di Rem e Strokes (“A Botton On Your Blouse”, “Ways Th Phrase A Rejection”), Green Day e Smiths (“Watch You Change”, “Long Hair”), prendendo dai ghirigori del primo indie-pop e ostentando una sicurezza a tratti fastidiosa, ma che contagia sul lungo.
I Drowners, diluibili in certi passaggi vocali a una band che negli ultimi tempi affanna un po’ (Kooks nel singolo di lancio “Luv, Hold Me Down”), spingono bene, con un disco senza troppe pretese, ma che funziona, come il burro con la marmellata a fianco di uova, pancetta e salsicce per colazione, sorseggiando fieri un ottimo, rinfrescante e dolcissimo succo di mela.
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22/05/2014
This article is an English translation of the original Italian text by Stefano Macchi, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.