Decimo albo lungo esclusi i lavori con i suoi Sugar e i capolavori con gli Husker Du, successore in copia carbone di “Silver Age”, “Beauty & Ruin” dell’ultracinquantenne Bob Mould contiene ancora uno dei suoi sermoni nella vena di Neil Young, “Low Season”, grave e a sprazzi terribile, e un paio di fitte scattanti che diffondono ancora la giusta potenza e l’alta classe del grande mestierante punk (“Kid With Crowded Face” e “Little Grass Pill”, mentre “Tomorrow Morning” e “Fix It” mettono un po’ tristezza).
Non basta la consueta magnificenza della sua chitarra a redimere i power-pop vieppiù formali che danno il grosso dell’albo come “Nemeses Are Laughing”, “I Don’t Know You Anymore” (anche singolo e video), “The War”, la Rem-iana “Fire In The City”. Essenza del tipico stile ormai slavato e ben portato della tarda carriera.
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11/07/2014
This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.