Ricordo sempre con piacere il periodo indie/twee-pop di questo collettivo australiano, un ricordo tenero, soprattutto oggi che mi ritrovo a dover fare i conti con il secondo disco della loro fase sintetica, aperta con tutti i lustrini, gli scodinzolamenti e le mossettine in upbeat del caso da una “In The Future” che sembra voler ribadire a chiare lettere che il passato è passato ed è inutile, ancorché uncool (Dio!), mettersi a sghignazzare sul bel tempo andato. Si faccia, quindi, buon viso a cattivo gioco, ma soltanto per un paio di passate, perché dal terzo giro in poi il disco finisce per rivelarsi, senza mezzi termini, per quello che è…
Tutto sommato, “NOW + 4EVA” non è un disco brutto, di sicuro non quanto il titolo, ma le armonie zuccherose e le meccaniche androidi che costituiscono l’impalcatura di brani quali “When You Walk Into The Room” o “Dream A Little Crazy” (non male con quel suo vagheggiare ipotesi di coralità riscritta col senno di poi) si reggono fino a un certo punto e non per questioni di pregiudizi o quant’altro, ma molto semplicemente perché la scrittura è quella che è: trita e ritrita.
Sono della partita anche numeri più scopertamente ballabili (“I Might Survive”, “(Boom) 4EVA”, “2 Time”), dove cadenze appiccicose, vocalizzi sensuali e luci stroboscopiche ammaestrate a dovere finiscono per trasformarti la stanza in un piccolo club per pochi intimi.
Altrove, si veleggia verso lidi wave (“U Tell Me”, “Born To Convince You”), si accendono lumicini jazz & dreamy-pop (“Echo”) o si fa leva su ballate che innalzano drammaticamente il livello di muzak nei dintorni (“April”).
A questo punto, meglio se si danno al soul-pop di matrice Motown, come fanno in coda con “Before Tomorrow”…
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16/04/2014
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.