WARM DIGITS - Interchange

2013 (Distraction records)
retro electronica

Come un racconto di science-fiction, la formula sonora dei Warm Digits è un mix di idee prevedibili e piacevoli intuizioni sonore: il duo inglese non fa infatti mistero della sua ammirazione per i Can e i Neu!, non disdegna la lezione del maestro Brian Eno e si lascia tentare dal noise e dallo shoegaze, senza ignorare gli ultimi venti anni di pop-rock inglese.

A questo punto a molti viene lecito chiedersi quale sia il motivo per ascoltare il loro secondo album “Interchange”: in verità non saprei rispondere e non cercherò di convincere nessuno a farlo, ma per chi gradisce piacevoli surrogati di quanto su esposto, posso garantire quaranta minuti piacevoli e poco impegnativi.

Andrew Hodson e Steve Jefferis hanno preso molto sul serio le convinzioni di Simon Reynolds, abbracciando la sua visione di una musica non più creativa e pensante ma amministratrice delle sue migliori intuizioni, ed ecco che l’esordio “Keep Warm” pullulava di stralci di dance-music affiancate a un contesto di moderna elettronica con risultati spesso interessanti e rimarchevoli.

Le prospettive di “Interchange” sono leggermente diverse, la musica prende spunto dal connubio tra arte e manufatti di utilità civile, più in particolare dalla costruzione negli anni 70 della metropolitana del  Tyne and Wear che serve il nord-est dell’Inghilterra.

La presenza di un brano intitolato “Trans-Pennine Express” nel precedente album non fa mistero della volontà del duo di seguire le orme dei Kraftwerk: nonostante non abbiano l’indole visionaria del gruppo teutonico, i Warm Digits proseguono nel loro amabile insieme di musica robotica e avvolgenti sonorità retrò con una maggiore attenzione alla capacità descrittiva dell’elettronica contemporanea.

Il beat elettronico di “Cut And Cover” è la linea guida sulla quale chitarre graffianti e synth sibilanti rinnovano alcune suggestioni  del rock anni 70 e 80, nostalgia e futurismo viaggiano insieme tra arpeggi che tradiscono inflessioni kraut e progressive (“The Connected Coast”), stimoli funky (“Tyneside Electrics”), ottimismo post-rock (“Terminus”), raggiungendo l’acme nel grintoso mix di chitarra elettrica e synth-beat pulsante di “Working For A Better Future”, senza mai perdere un equilibrio estetico che renda godibile una musica già ampiamente digerita e metabolizzata negli ultimi trent’anni di rock elettronico.

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10/01/2014

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Cut and Cover
  2. 2. Working for a Better Future
  3. 3. The Connected Coast
  4. 4. Tyneside Electrics
  5. 5. The Office of the Control Inspector
  6. 6. Terminus

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