Li ascolti e ti senti come Uma Thurman in Pulp Fiction, che dopo una sniffata di coca esala il proverbiale “cazzo-che-botta-cazzo”. Il debutto degli Unsolved Problems Of Noise (U.P.O.N.) è una mazzata tra capo e collo.
Anche se, nota, specie per chi è cresciuto nei 90, è una mazzata che fa sempre male. “L’Ombra delle Formiche” sciorina una forza d’urto impressionante, concepita dai tellurici dialoghi basso, batteria e chitarra, e resa oltremodo abrasiva dai lancinanti intrecci di sax.
Una volta ascoltata “Le Pecore Elettriche Sognano Gli Androidi?”, è impossibile non rammentare i nostrani Zu, sia per l’uso grasso dei fiati che per la componente heavy. Il pezzo poi, in modo quasi languido, apre al blues e in coda deraglia, richiamando nuovamente il tema portante, che sulle prime sembra “Iron Man” dei Black Sabbath.
In seguito, la posta sale, e se “Il Diavolo A4” richiama i Don Caballero, “Dromotobia” va alla radice di tutto, ovvero i King Crimson di “Red”.
Insomma, parliamo di una musica figlia delle evoluzioni hardcore e del suo ammiccare, nel tempo, con noise e jazz. Non nuova, e s’è capito, tuttavia indegno sarebbe ignorarne urgenza e personalità. E soprattutto, oltre al nervosismo (come l’appeal Skin Graft di “Formicazione parte II”), è una musica che sa farsi anche psichedelica, come la sinistra “Dromofobia Parte II”.
Vengono da Genova e sono un trio. E, come si dice dalle mie parti, fanno i buchi a terra.
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09/01/2013
This article is an English translation of the original Italian text by Gianni Avella, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.