Un eclettismo mai ben definito ha caratterizzato i quasi trent’anni di attività musicale di Penelope Houston: le prime escursioni punk-rock’n’roll con gli Avengers restano ancor oggi il suo miglior biglietto da visita.
Dopo lo scioglimento del gruppo, la Houston ha tradito immediatamente i quattro comandamenti punk, abbracciando un folk grezzo e colorandolo di pop e arrangiamenti orchestrali. Cattura un sorriso riascoltare la voce delicata e leggermente grintosa della cantante americana, nel suo undicesimo album. Resta però solo questa piacevole sensazione di deja-vu a sorreggere l’ascolto. Penelope Houston aggiorna il suo catalogo di stili, assimilando sensazioni folk-rock alla Rem e tentazioni pop che citano Aimee Mann.
Un album che saltella tra un ordinario rock-blues (“You Reel Me In”), ballate easy listening (“Scrap”) e interludi giocosi (“Come Back To The Fountain”).
Album leggero e leggermente sbarazzino con alcune cadute di stile, come “Missouri Lounge” e “If You’re Willing”, e piccole gioie folk come “On Market Street”, che per un attimo riagguantano la magia naif e fiabesca del primo album “BirdBoys”.
La sensazione prevalente è di un revival senza una linea storica precisa – Penelope Houston sembra invero più a suo agio nella nuova veste pop-rock alla Aimee Mann, elaborando due buone canzoni, “Dead Girl” e “Winter Coats” che, insieme al folk barocco di “Meet Me In France”, rappresentano dei buoni motivi per accontentare i fan.
Per tutti i curiosi resta solo un album piacevole ma assolutamente dimenticabile.
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
03/03/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.