MEURSAULT - Something For The Weakened

2012 (Songbytoad)
alt-folk-rock

La fama di antieroi insegue la carriera degli scozzesi Meursault dal giorno in cui scelsero come nome il protagonista dello straniero di Albert Camus; in virtù di ciò, il leader Neil Pennycook non tradisce lo spirito esistenzialista e visionario che ha ispirato la sua musica, e lo fa pur continuando a corteggiare la folktronica e introducendo flebili tracce di grunge.

Rinnovando la tradizione delle band in kilt all’assalto della scena americana, i Meursault conservano la loro indole malinconica e la celano abilmente dietro costruzioni indie-rock che fanno invidia a Arcade Fire, Decemberists e ai conterranei Runrig.

Mandolini, piano e banjo restano in sottofondo come un folk-drone su cui si elevano piccoli anthem lirici potenti e accattivanti: l’urgenza e la rabbia di “Flittin” raccontano di povertà e desolazione senza compromessi, la dinamica è quella degli U2 di “Unforgettable Fire” mentre i landscape sembrano sfuggiti ai primi Radiohead.

Pur avendo già citato molte band, non si può non sottolineare che la vera forza di Neil Pennycook è il suo stile di scrittura. Limpida, cristallina, ricca di emozioni e movimento, la musica dei Meursault regge varie chiavi di lettura grazie alla forza intrinseca delle canzoni; non è un caso che la rilettura di “Lament For A Teenage Millionaire” (tratta dal primo album “Pissing On Bonfires/Kissing With Tongues”) trasformi una serie di loop e segnali acustici in una vibrante e malinconica ballata folk-rock.

Restano abilmente in bilico Neil e soci, quando affrontano la chimera pop in “Settling”, per poi affondare nell’epico con la struggente e splendida “Dearly Distracted”, un folk psichedelico privo di anfetamine e trucchi che si concede a un assolo vintage di chitarra gustoso e inebriante.

Traendo origine la loro musica su un patrimonio culturale antico e familiare, il gruppo scozzese rischia di apparire solo un altro esempio di piacevole deja-vu, ma la forza di brani come “Maine” possiede quel fascino mesmerico che solo “John Taylor’s Month Away” di Creosote & Hopkins sembrava possedere. Il triste declino della vecchiaia non poteva essere raccontato con parole più intense e toccanti: “Chi sono tutte queste persone, e perché indossano i volti dei miei familiari?”, si chiede la protagonista anticipando un degrado sociale che ormai coinvolge tutti noi.

Il lirismo folk minimale di “Thumb” e “Untitled” sono la cornice perfetta per l’alternanza emotiva che corrompe “Something For The Weakened”. I paesaggi crepuscolari di “Lightning Bolt”, la ruvidezza priva di rabbia di “Dull Spark” e le lacrime sincere a tempo di valzer di “Hole” sono comunque una genuina manifestazione di creatività, che la band riesce a rendere credibile concedendosi anche all’imprevisto e a probabili banalità.

Per  un gruppo che nasce dalla musica folk come musica popolare, la sfida del consenso pubblico è fonte di rinnovamento: aprire agli altri il proprio mondo segreto spesso può indebolirne la forza, ma l’autenticità e lo stile dei Meursault è per ora vincente.

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27/11/2012

This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Thumb
  2. 2. Flittin'
  3. 3. Lament For A Teenage Millionaire
  4. 4. Settling
  5. 5. Hole
  6. 6. Lightning Bolt
  7. 7. Dull Spark
  8. 8. Dearly Distracted
  9. 9. Mamie
  10. 10. Untitled

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