I losangelini Lamps sono dei mattacchioni. Potenza, precisione, melodia: il loro garage-rock ruota intorno a questi tre elementi fondamentali. E chitarra, batteria e basso sono tutto quello che gli serve per scaricare rabbia brada o per inalberarsi lungo ritornelli scanzonati e break desiderosi di catchyness.
Certo, le bordate rumoriste di “Dogcatcher” potrebbero far pensare ai Billy Bao più distruttivi, eppure quello è solo un modo per fare un po’ di bruta caciara, per spaventare i deboli di cuori. Perché, a conti fatti, il disco si digerisce con il sorriso sulle labbra, tra citazioni rockabilly, sfracelli collagisti e drumming pulsante (sentite che spasso che è “An Irrational Fear of Sailors”, pur nella sua posa artistoide!), numeri più robusti in cui si sente la longa manus dell’epopea noise americana a cavallo tra anni Ottanta e Novanta (“H.B.D.”, “Famous Chimps”, la furia chitarristica di “Hawaiian Voters”), propulsioni Cramps-iane (“You’re Belinda”) e carburazioni post-punk in un delirio di feedback e fuzz (“Pagodas”). Un titolo come “I’ve Been On A Lot Of Camels” fa sorridere, ma quando presti poi orecchio alla musica, finisci per fare a testate contro il muro, sbattendo il culo come un indemoniato…
Niente, niente male!
Add OndaRock to your favorite sources on Google Discover. Don't miss our reviews, milestones and latest news straight in your feed.
16/12/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.