I più cinici descriverebbero casa Peris come una di quelle famiglie-cartolina utilizzate nelle pubblicità più rassicuranti. Tutti amorevoli, pacifici, amanti dell’arte, musicisti, sobri nell’aspetto e nei modi. Ma è solo la diffidenza di chi vive nel compromesso, se non nell’equivoco.
Basta che arrivino le prime vibrazioni del triste sorriso di Karen Peris, e la gola si annoda. Karen, voce e cantautrice degli Innocence Mission, pubblica qui, senza anticipazioni nè rumours di preparazione, un disco solista composto e registrato tra le mura di casa, al pianoforte, con i fugaci contributi del marito Don alla chitarra e dei figli a viola e violino.
“Violet” è effimero come una nevicata precoce: meno di mezzora di brani (uno solo supera i tre minuti) di uno spirito indifeso e forte che si dona, di un mistero famigliare che val sempre la pena di rinnovare.
Le sensazioni ricalcano da vicino “My Room In The Trees”, piccole rivelazioni, favole Dickens-iane, un mondo trasfigurato dal Bene sembra aprirsi in un grande abbraccio di fede. Fin dal trionfo iniziale di “Song For A New Day”.
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19/12/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Righetto, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.