Apre un numero hardelico e mistico, roba in stile Amon Düül II (“Wholeodome”) e riconosci subito la mano artigianale degli Eternal Tapestry, formazione che abbiamo già incrociato l’anno scorso in occasione di un “Beyond The 4th Door” poco avvincente. Niente è cambiato, nel frattempo, in casa della band americana fondata dai chitarristi Nick Bindeman e Dewey Mahood, evidentemente innamorati alla follia di tutta la psychedelia che va dai Grateful Dead ai Pink Floyd, passando per le cose più oscure di matrice teutonica, soprattutto quelle che privilegiavano atmosfere esotiche e dissertazioni infinite.
Nei quattro brani qui presenti, che vanno dai quattro minuti della già citata “Wholeodome” ai venti di “I.S.F.S.”, i nostri dicono pochissimo di nuovo, scandendo processioni circolari (“Bread Of Dreams”), lanciandosi in febbrili jam elettriche che si smarriscono dentro notti di “luna nera” (“Marrow Of The Wand”) e srotolando una suite indecisa tra boria lisergico-ritualistica, grovigli di wah-wah e scambi chitarristici che sembrano non finire mai (“I.S.F.S.”).
Ma perché, a questo punto, non mettiamo su “Live Dead” e la facciamo finita?
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30/07/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.