DVA - Botanicula

2012 (Amanita design)
electro, tape manipulation

Il duo ceco dei Dva (Jan Kratochvíl e Bára Kratochvílová), attraverso i suoi due album “Fonok” (2008) e, in special modo, “Hu” (2010), ha incastrato le danze folkloristiche col nuovo modus operandi digitale, un pout-pourri d’invenzioni e uno humour tutto personale, dei Fiery Furnaces baltici. Le ricerche elettroniche e le potenzialità strumentali (mostrate soprattutto nei quindici minuti di “Tatanc 800”, bonus di “Hu”) valgono loro l’incarico di musicare un nuovo videogame per Pc e dispositivi mobili, “Botanicula”.

I soundscape concreti-digitali che aprono e chiudono la galleria (“Juchu” e “Finale”) sono ancora poca cosa, perché semi velenosi come “Letejono”, “Mrs. Mushroom Likes LCD Soundsystem”, “A Major for 12 Frogs”, “Beetleman”, “Zatoichy” e i trenta secondi di “Crab” sono realmente rappresentativi della loro intensità dadaistica Residents-iana.

Quando alzano il cursore del ritmo, i due scolpiscono “Houby” tra poliritmi digitali, un “om” tibetano di sfondo, vocette vaganti vagamente minimaliste, e – analogamente – “Mr. Lanterns Mixtape Part 1”, tutto percussioni “create” e campioni casuali.

L’aspetto “elegiaco” si realizza in loop di pianoforte vintage e gorgheggi della cantante che imita un theremin (“I Was Born As Frankenstein”), oppure nel soffio senza parole del canto a espandersi e moltiplicarsi sopra un singulto di piano e sax (“I’m The Pacman”), o meglio ancora nel notturno stonato e traviato dai suoni circostanti di “Nocni Jazz”. Gli esperimenti con le vocalità espanse alla Meredith Monk (su tempo scanzonato di banjo) di “Lala”, le invocazioni di “Evil Live” e “Cinem” (possibili appendici di “Tatanc 800”), il sovracuto in falsetto di “Level 3” in mezzo a loop pulsanti da “Alice nel paese delle meraviglie”, sono il perfetto bilanciamento vocale tra tanto marasma anti-strumentale.

“Melodika” è uno dei brani più regolari, ma forse più affascinanti, uno sposalizio tra senso parigino della melodia e senso berlinese del ballo rave, poi spolpato per l’ennesima volta dai suoni naturali.

Splende dall’alto sempre e comunque “We’re Only In It For The Money” di Frank Zappa, come esempio massimo di non-mosaico rock, ma i riferimenti sono i baluginii dei Boards Of Canada, gli sminuzzamenti di Dj Shadow, le giostre dei Books, il sarcasmo di Kevin Blechdom. Nessuno però raggiunge questi dialoghi di fonti sonore al contempo astratte e figurative, o neutralizza il senso logico al punto da ricrearne uno nuovo, per quanto lindo e ingenuo. Formidabile la fase di produzione (a cura dello stesso duo) che ne ha distorto i connotati in fase di riarrangiamento, impareggiabile il corredo d’invenzioni.

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12/09/2012

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Saran, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Juchu
  2. 2. Lekacka
  3. 3. Letejono
  4. 4. Houby
  5. 5. Crab
  6. 6. Mr. Lanterns Mixtape Part 1
  7. 7. I Was Born As Frankenstein
  8. 8. Level 3
  9. 9. Mrs. Mushroom Likes LCD Soundsystem
  10. 10. Bunke
  11. 11. Melodika
  12. 12. Beetleman
  13. 13. Nocni Jazz
  14. 14. Evil Live
  15. 15. I'm The Pacman
  16. 16. A Major For 12 Frogs
  17. 17. Submarine
  18. 18. Lala
  19. 19. Cinem
  20. 20. Zatoichy
  21. 21. Finale

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