L’abbiamo conosciuta nel 2010 con il nome di Orphan | Oliver in uno splendido split in cassetta con la franco-belga Felicia Atkinson (Je Suis Le Petit Chevalier). Oggi, questa dolce e graziosa fanciulla canadese di Toronto si lascia alle spalle quel moniker nascondendosi timidamente dietro DenMother. Nel giro di due soli anni, e quasi sempre per la stessa etichetta americana (I Had An Accident) che tra le altre cose ha da poco toccato le cento produzioni, rilascia svariate tracce e cassette fino al raggiungimento di questo recentissimo “Insides Out”.
Il marchio di fabbrica – che sia DenMother o Orphan | Oliver – è grosso modo sempre lo stesso: un’insalatiera composta di drone, dark-wave e minimalismo servito e condito da delicate e grigie sfumature ethereal.
Una Weyes Blood meno sognante ma più diabolica e aggressiva si cela sotto armonie di “Liar”. Nella psichedelica e krauta “Glue” le tonalità sembrano assumere cadenze apocalittiche che richiamano e reclamano un doveroso ripescaggio dello strepitoso album “Hesperia” delle Magdalena Solis. Il lato A di questa cassetta termina con il remix di “Night Streets”: il giusto connubio fra la moderna e malsana witch-house degli Aaimon e l’electro-pop degli Austra.
Il lato B si apre dai canti sireneschi di “Stars”: riverberata dark-wave a metà strada tra la nostrana Mushy e i Tearwave. Quel pizzico di dronico e misticismo celeste che si percepisce in “Paper Doll” è invece il perfetto proseguimento, mentre i trentuno minuti del disco sono chiusi dalle struggenti e malinconiche note di “What I Would Want For You”: semplici ed eteree melodie che inchiodano l’ascoltatore allo stereo costringendolo alla doppia passata.
“Insides Out” suona come un album triste, e perciò prestate molta attenzione, poiché se ci si trova in una condizione di fragilità interiore potrebbe anche scendere una piccola lacrima.
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10/09/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Massimiliano Mercurio, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.