L’afro-sound che William Bennett proponeva, appena un annetto fa, su “Afro Noise I” fece breccia in più di un cuore, anche in quello del sottoscritto. Così, appena diffusa la notizia di un suo imminente ritorno, la ricerca delle nuove tracce è stata spasmodica. Tuttavia, come spesso succede in questi casi, la delusione non si è fatta attendere.
Cosa abbiamo, quindi, in questo nuovo lavoro dell’ex-Whitehouse? Da un lato, quadrati percussivi piuttosto scontati (emblematica, la title track), dall’altro, rituali tribali condotti all’ombra di emanazioni ambient-drone (“Krokodilo”, Nzambi Ia Ngonde”, “Kongo”, “Brown-Brown”, “Nine-Night”) e dall’altro, ancora, inquiete sonorizzazioni di desertici orizzonti (“El Palo Mayombe”, “54 Needles“).
La freschezza che permeava il disco precedente è stata sostituita, insomma, da un nitido svigorimento creativo e, probabilmente, non vado molto lontano dalla verità se scrivo che gran parte di questi brani provengono dagli scarti del 2011.
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28/11/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.