CENTRAL UNIT - Loving Machinery

2012 (Mannequin)
minimal, synth-wave

Contemporaneamente all’uscita dell’ottimo “Danza Meccanica 2“, la Mannequin rilascia un’altra piccola gemma della new wave italiana dei primi 80. Si tratta dell’Ep uscito nel 1982 per i Central Unit, band creatasi a Bologna appena un anno prima, ma già distintasi per le sue capacità stilistiche e per l’utilizzo di drum machine complesse e rare nello scenario musicale di allora, come la Korg-KR55.

A contrario delle band trattate nelle antologie Mannequin, i Central Unit si possono considerare come uno dei nomi “storicizzati” della scena synth italiana. Celebrati nel documentario “Crollo Nervoso”, uscito nel 2008 e curato da Pierpaolo De Iulis, il gruppo di Natale Nitti, Alberto Pietropoli, Enrico Giuliani e Roberto Caramelli, è riuscito a mostrare una personalità profonda e complessa sin dagli esordi, tanto da valergli la partecipazione a festival come il No Wave, No Jazz Festival del 1983 a Berlino, a fianco di Einsturzende Neubauten e Fad Gadget, e il ruolo di opening act per gli Spandau Ballet e i Monochrome Set.

“Loving Machinery” rappresenta con le sue quattro tracce uno specchio interessante del gruppo bolognese. Mostra perfettamente la tendenza a eludere la semplice forma-canzone, costruendo complesse atmosfere sintetiche e ritmiche. Sorrette da una tenue cupezza, vicina a un gusto cinematografico, quasi carpenteriano, composizioni come “Rock Onze” e “Beset City” sono inquieti specchi spezzati da riflessi al neon. Le stridenti linee di sax, appartenenti a un immaginario di confine con il noir e il thriller più fumoso, acuiscono il carico nervoso dei brani, raggiungendo una strana dispersione di riferimenti.

La cover dei Tuxedomoon, “What Use?” è l’ideale sublimazione di questa concezione, con il suo gorgogliare sospeso tra “Videodrome” e il Ballard di “Crash”, rappresentati in flash di fotografia organica.

Una nota in più merita l’artwork, opera di Giorgio Carpinteri (collaboratore di Frigidaire e Linus), tra i partecipanti del gruppo di fumetto sperimentale “Valvoline”, che seguiva le impronte di José Muñoz, Joost Swarte e Art Spiegelman.

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08/02/2012

This article is an English translation of the original Italian text by Michele Guerrini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Saturday Nite
  2. 2. Rock Onze
  3. 3. What Use
  4. 4. Beset City

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