Primo disco per la Profound Lore, ma terzo in assoluto per i Bosse-de-Nage, “III” segna un ritorno alle pagine più feroci dell’esordio spostando, contemporaneamente, il baricentro della loro arte verso territori sempre più sperimentali.
“III” è un’opera toccante, disperata e angosciosa, capace di scaricare tonnellate di bile e, un attimo dopo, abbandonarsi a una fatalista meditazione sul dolore. Un’opera profondamente introspettiva, concentrata sull’Io come luogo cardine del rapporto con il mondo.
Furia e orgogliosa rassegnazione convivono, dunque, lungo questi sei brani mediamente lunghi, contesi tra sconvolgimenti torrenziali destabilizzati da tutta una serie di stacchi, ripartenze e affondi (“The Arborist” e, soprattutto, la bellissima “Desuetude”) e pagine in cui la multiforme anima della loro ispirazione riesce a tirare a galla, dopo struggenti preludi, lunghi intermezzi strumentali misti a scambi geometrici (“Perceive There A Silence”) e desolate narrazioni che rispolverano, nell’abulica ma ipnotica progressione di accordi, i primordi del post-rock, ovvero le algide trasfigurazioni esistenzialiste di Bitch Magnet e Slint (“Cells”). Prima del drammatico affondo finale, la consistenza di “The God Ennui” è invece quasi onirica, basata su una scientifica ragnatela di corde dietro cui si mimetizzano voci sparse e simulacri vocali che assomigliano a fantasmi smarriti.
Insieme con l’esordio, “III” è il lavoro più interessante della compagine californiana, superando, comunque, l’oltranzismo nichilista di brani quali “Marie Pisses Upon The Count” o “Van Gogh Cooks His Hand” grazie a un impianto più razionale e “post-“, come confermato anche dalla conclusiva e tormentata “An Ideal Ledge”. A questo punto, il disco della consacrazione non dovrebbe essere lontano…
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19/08/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.