Non accenna ad arrestarsi l’ondata dark-punk statunitense: dopo i recenti exploit di Lost Tribe, Alaric e Atriarch, fa il suo debutto su vinile un nuovo ensemble proveniente dal lato marcio della Grande Mela. Gli Anasazi (“antichi”, in lingua Navajo) prendono il nome da un misterioso e violento popolo di nativi nord-americani, un moniker senz’altro coerente con il sound fiero e selvaggio proposto dai cinque newyorkesi.
Ancora una volta la base di partenza è l’american gothic di inizio anni Ottanta, in particolare i Christian Death di Williams e Agnew; “Attic Noise” si apre con l’impetuosa “Bone Collector”, una cavalcata goth che accelera le sonorità di “Only Theatre Of Pain“, contaminandole con la foga dell’hardcore; un brano potente e al tempo stesso tetro, la cui corsa si arresta solo nel finale.
Il sibilo di un feedback lascia subito il posto a un atmosferico incipit (omaggio ai primi Clan Of Xymox) che ci introduce a “Samsara”, altro riuscito esempio di dark-wave suonata da punk, sospesa tra spleen e sofferto disincanto; chiude il disco la lenta “Loving You”, sette minuti di death-rock angosciante e lacerato.
La musica del gruppo poggia le proprie fondamenta su oltre trent’anni di storia goth e punk: gli Anasazi abbinano elementi già familiari all’ascoltatore – il “lato oscuro” e quello più aggressivo – e sfoggiano influenze evidenti; tuttavia combinano il tutto in maniera decisamente personale, elaborando un sound che sarebbe riduttivo etichettare come una mera derivazione.
È in arrivo a breve del nuovo materiale, ma sempre con il contagocce: un altro 7 pollici, questa volta su Sacred Bones.
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10/09/2012
This article is an English translation of the original Italian text by Lorenzo Pagani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.