Autori del primo album di progressive italiano, Le Orme hanno rappresentato il trait d’union tra la produzione più ambiziosa della stagione rock italiana e il pop cantautorale. Frutto del contrasto tra le due anime del gruppo, ovvero Michi De Rossi e Aldo Tagliapietra, l’avventura del gruppo veneziano ha trovato il suo spazio sia nella produzione rock più ambiziosa ( “Collage”, “Uomo di pezza”, “Felona e Sorona”), sia nel pop (“Smogmagica”, “Verita nascoste”, “Storia o leggenda “), per concludersi in un divorzio affidato ai legali.
Il malinconico falsetto di Aldo Tagliapietra resta comunque una delle voci più singolari del prog-rock italiano, prestata a uno stile che concentrava il suo fascino maggiormente sulla ricca struttura sonora e strumentale (unica eccezione, Demetrio Stratos e gli Area).
Accompagnato da una bella copertina di Paul Whitehead, “Nella pietra e nel vento” è l’album più pop di Aldo Tagliapietra: messi da parte il sitar e le tentazioni rock, il musicista predilige atmosfere più dirette. I testi sono delicati e ricchi del simbolismo tipico delle Orme, le armonie sono semplici e orecchiabili ma raramente leziose.
Nel suo insieme, l’album rimanda a lavori come “Storia o leggenda” o a canzoni famose come “Amico di ieri”, gli intrecci tra piano, tastiere e hammond reggono le fila del sound, mentre alle chitarre viene affidato il pregevole compito di elevare il tono mesto dell’album.
Tra amare confessioni in chiave elettroacustica (“Nella pietra e nel vento”) e delicato romanticismo (“La cosa più bella”) c’è spazio per il pop-rock grintoso di “C’è Una vita” e l’estasi acustica di “Sette passi”, il tutto abbellito da sonorità Pink Floyd-esque che rendono gradevoli anche quelle piccole incertezze prevedibili in un album che cerca di recuperare una freschezza e una ingenuità naif che di solito arride agli esordienti.
“Nella pietra e nel vento” suona come un esordio per Aldo Tagliapietra, un album che vuole rimettere in gioco un amore mai sopito per la musica: ci sono infatti più promesse che rivelazioni, ma sono così forti e sincere che fanno sperare in un futuro anche più consistente e deciso.
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13/06/2013
This article is an English translation of the original Italian text by Gianfranco Marmoro, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.