2:54 - 2:54

2012 (Fiction)
dark, dream-pop

Diciamoci la verità. Gruppi come Cranes, Curve, Lush o Chapterhouse sono probabilmente più apprezzati e studiati oggi di quanto non accadesse venti anni fa. La storia del rock, oramai lo abbiamo imparato sin troppo bene, sa prendersi le sue vendette e rivincite con imperscrutabile (spesso beffardo) tempismo e il gioco dei ricorsi prima o poi incorona tutti di gloria luminosa – anche i più defilati, c’è da starne certi.

Nell’ormai consolidata tendenza di rivisitazione di certo dream-pop/shoegaze meno rumoroso e più etereo, “femminile” tanto nelle movenze quanto nella fuggevole iridescenza di forme e intonazioni, si colloca dunque la proposta delle giovani sorelle britanniche Thurlow, presto salite agli onori delle cronache grazie ad una serie di fortunati Ep (nonché apparizione live a supporto dei contigui Chelsea Wolfe, Big Pink, Warpaint), ora affiancati da un album omonimo per Fiction – storica label dei Cure, e non è per niente un caso- che può peraltro vantare mentori di tutto rispetto quali Alan Moulder e Rob Ellis.

Le due fascinose fanciulle si producono pertanto in un dream-pop atmosferico e brumoso, per lo più freddo e introspettivo, spesso screziato da lampi dark-wave, che, se non brilla per eclatante fantasia, sa comunque sfoggiare in più punti una discreta scrittura, capace di sedurre l’orecchio attraverso evocazioni finemente tratteggiate, dense di gotico lirismo. Tra i pezzi più riusciti spiccano subito “Revolving” (giro azzeccatissimo), “A Salute” (forse la creazione più compiuta e originale, disegnata con un tratto liquido di chitarra ed equilibratissime punteggiature ritmiche), “Circuitry” e “Ride”, stilisticamente vicine ai risultati dei Blonde Redhead più recenti.

Al netto di una vaga monotonia d’assieme e constatando il progressivo quanto fisiologico esaurirsi di una vena dream-pop ormai sfruttata al massimo delle sue concrete potenzialità da decine di gruppi contemporanei più o meno dotati, l’esordio delle 2:54 si lascia godere nell’eleganza di molte delle sue soluzioni, forse senza mai sorprendere davvero, evitando comunque svenevolezza e cadute di ispirazione troppo evidenti.

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17/10/2012

This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Giordani, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.

Read the original in Italian · About the English edition

Tracklist

  1. 1. Revolving
  2. 2. You’re Early
  3. 3. Easy Undercover
  4. 4. A Salute
  5. 5. Scarlet
  6. 6. Sugar
  7. 7. Circuitry
  8. 8. Watcher
  9. 9. Ride
  10. 10. Creeping