E' passata dal baloccarsi con gli utensili della cucina fino a deliranti sfilate di moda, e poi ancora attraverso la ricerca fonetico-vocale "seria" e il barbarico sortilegio elettrico della recente collaborazione con Kawabata Makoto degli Acid Mothers Temple. Non fa musica per tutti e non si fa nemmeno tanto prevedere Stefania Pedretti, ex-Allun e da alcuni anni nei panni della signorina ?Alos, che a quanto pare signorina non è più già da un po'. Cosicchè, questo nuovissimo 7 pollici insieme a Xabier Iriondo (in due parole IL chitarrista di riferimento della scena underground italiana dell'ultimo decennio) ce la presenta nei panni di una strega, senza se e senza ma.
Dunque anche di più che nel sopracitato split col nipponico Makoto, ?Alos tesse un rituale arcano e imprendibile, recitato in una lingua che non è inventata solo perché è evidente che Stefania sa benissimo quello che sta evocando. Il suo vocalizzare espressionista, ululante e animalesco viene sottolineato come meglio non si potrebbe dalle ispide chitarre di Iriondo, metalliche e officianti in "The Clouds", ritorte e pungenti come un irrequieto shamisen nelle mani di Harry Partch sulla traballante ed efficacissima "The Rain".
Che poi, al solito con Iriondo, non è che si parli propriamente di chitarre quanto di – nell'ordine – banjolino (senz'altro quello di "The Rain"), monocordo e melobar. E la conclusiva "The Storm", che occupa il lato B del disco, è infine un marziale pestaggio di elettricità compressa e ugola cartavetrata, con un finale che s'impenna su taglienti crinali noise-metal.
E' un passo in avanti per ?Alos e la sua privatissima mitologia da incubo, un equlibrio inedito fra prassi primitivista e tensione che perturba e picchia duro per davvero.
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08/11/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Federico Savini, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.