Continua il matrimonio tra punk melodico e rock classico dei Social Distortion, storica band californiana guidata del ribelle Mike Ness. “Hard Times and Nursery Rhymes” arriva a sette anni di distanza dal precedente “Sex, Love And Rock’n’Roll” e mostra una band affiatata, capace di numeri convincenti, anche se privi di particolari novità. Del resto, a Ness interessa poco allontanarsi dalle sue radici. Dopo lo strumentale introduttivo di “Road Zombie”, si passa, così, dal boogie in blues di “California (Hustle And Flow)”, docilmente rude e chiassoso, agli Rem di “Document” idealizzati in “Far Side Of Nowhere”, dal piglio giovanilistico mediato dall’esperienza di “Gimme The Sweet And Lowdown”, all’epos “tirato” del singolo “Machine Gun Blues”, ritrovando l’urgenza punk in “Alone And Forsaken”. Non mancano, poi, quelle ballate fatte per cuori spezzati, ma condite con la ruggine (“Bakersfield” e “Writing On The Wall”, che si riallacciano a quanto fatto dal leader nei suoi dischi solisti). Insomma, sono ancora vivi e sopravviveranno. Senza strattoni, senza rivoluzioni, rudi e puri (“Still Alive”).
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12/01/2011
This article is an English translation of the original Italian text by Francesco Nunziata, published on OndaRock.it. It was translated with the help of artificial intelligence, under the editorial responsibility of OndaRock's editor-in-chief, Claudio Fabretti.